Il Tirreno

Grosseto

"Resuscitato" con il defibrillatore

Gabriele Baldanzi
"Resuscitato" con il defibrillatore

Maremma: morte cardiaca per un soccorritore della Pubblica Assistenza, i suoi colleghi volontari gli salvano la vita

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ROCCASTRADA. Enzo è un uomo generoso, lungimirante e fortunato. La Pasqua di Resurrezione, lui, l’ha vissuta in anticipo. Martedì 31 marzo è stato colpito da infarto, a Sassofortino. Morte cardiaca improvvisa. Prima un senso di vertigine, poi la perdita di coscienza e la cianosi. A salvargli la vita sono stati tre colleghi volontari dell’Anpas con un defibrillatore.

Un intervento, con esito positivo, che entra di diritto nella casistica da raccontare alle conferenze su emergenza/urgenza. «Abbiamo voluto divulgare quanto accaduto a Sassofortino – spiega Gianni Barbetti, responsabile della postazione di Sassofortino e formatore sanitario – perché crediamo che sia un episodio illuminante per chi ancora ha dei dubbi sull’importanza delle postazioni territoriali».

Blsd (basic life support - defibrillation) è la sigla delle manovre da compiere per intervenire in caso di arresto cardiaco. L'arresto cardiaco improvviso è un evento che colpisce centinaia di migliaia di persone ogni anno. Per la maggior parte si tratta di individui in età ancora giovane, spesso ignari dei fattori di rischio da cui sono affetti.

È proprio il caso di Enzo, pensionato di 64 anni. «I dati degli studi clinici – sono ancora parole di Barbetti - hanno dimostrato che queste persone, se soccorse prontamente e in modo adeguato, hanno buone probabilità di ripresa. L'importante è riconoscere la situazione di emergenza, chiamare il 118 e in attesa dell'arrivo dell'ambulanza, agire con manovre che sostituiscano le funzioni vitali interrotte. Se è disponibile un defibrillatore bisogna tentare di ripristinare il battito cardiaco». Ed è quello che hanno fatto la giovanissima Giulia e gli esperti Vania e Paolo, i volontari della Pubblica Assistenza che hanno strappato Enzo a morte certa.

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Sono passati solo un paio di minuti (quindi un tempo brevissimo) prima che fossero avviate le manovre di rianimazione con massaggio e reset elettrico. Un intervento disperato, ma compiuto con autocontrollo e in maniera impeccabile dai tre volontari. «Sono addestrati – prosegue Barbetti – per usare il defibrillatore semiautomatico e intervenire su tutti i codici ad alta gravità, in attesa dell’arrivo del medico, che in molte zone della nostra provincia richiede tempo. Tempo che a volte non c’è».

Se Enzo, invece di rivolgersi alla postazione del suo paese (quella di cui è fondatore) avesse provato ad arrivare a Roccastrada o a Grosseto, a quest’ora parleremmo di lui al passato. La rapidità e l’efficacia hanno fatto la differenza: poi, c’è stato il trasferimento all’ospedale Misericordia di Grosseto.

Enzo è stato uno dei fondatori, anni fa, dell’Anpas locale e tra coloro che più si è speso perché la postazione di emergenza territoriale di Sassofortino diventasse una sorta di progetto-pilota dell’Asl 9, connesso al 118. Presto ne verranno istituite altre con l'obiettivo di ridurre i tempi di risposta sugli eventi di emergenza, che al momento per Grosseto superano, in media, la soglia dei 18 minuti. Un progetto fortemente voluto dal presidente della locale Pubblica Assistenza, Mauro Bianchi e predisposto da alcuni volontari Anpas con la supervisione del responsabile del 118 di Grosseto Robusto Biagioni.

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