La manifestazione
Mare in gabbia, è scontro tra Comune e Cala piccola
L’ente guidato dal sindaco Cerulli chiede la rimozione di due transenne ma il Consorzio impugna il provvedimento e ricorre al Tar: udienza a dicembre
MONTE ARGENTARIO. Gli accessi al mare sono privati o pubblici? All’Argentario il problema del “mare in gabbia” ha spesso suscitato ampio dibattito ed è stato a lungo una questione irrisolta di questa porzione di costa che non è solo una delle più affascinanti e belle d’Italia ma anche una delle più blindate. È proprio il promontorio a essere stato teatro di un caso-pilota, alla spiaggia dello Sbarcatello. Nel 1985 ne fu chiuso l’accesso e la vicenda si è trascinata per 16 anni fino alla storica sentenza della Corte di Cassazione del 2001 che impose la riapertura di un cancello.
Arriviamo ai giorni nostri ed ecco un altro caso ancora, che vede un contenzioso tra il Comune di Monte Argentario e il Consorzio di Cala Piccola. Motivo del contendere un’ordinanza sindacale del luglio 2014 in cui si chiedeva al Consorzio la rimozione di due sbarre, una all’altezza dell’albergo Torre di Calapiccola e l’altra all’ingresso di via della Cala che impedisce, nella via, il libero transito. A spingere l’amministrazione a una simile richiesta era la natura di “strada vicinale a uso pubblico” di via della Cala. Il tracciato della via sarebbe addirittura rilevabile dal catasto Leopoldino. Ma questo non sarebbe l’unico motivo a spingere il Comune di Monte Argentario a chiedere la rimozione delle due transenne. Secondo l’ordinanza, l’installazione delle sbarre impedirebbe l’accesso ai mezzi di soccorso come ambulanze e vigili del fuoco con il rischio di arrecare «un danno alla salute e alla pubblica incolumità». Il Consorzio di Cala Piccola, nato nel 1969 per la manutenzione, la regolazione e l’uso delle strade del comprensorio e composto da tutti i proprietari degli immobili che si trovano all’interno del comprensorio, ha impugnato il provvedimento del sindaco Arturo Cerulli ricorrendo al Tar.
Secondo il Consorzio le motivazioni dell’amministrazione non avrebbero ragione di esistere dato che via della Cala non sarebbe strada vicinale e non avrebbe uso pubblico. Né - sempre secondo il Consorzio - sussisterebbero i problemi all’accesso dei mezzi di soccorso dato che le sbarre sarebbero dotate di meccanismi che ne garantiscono l’apertura al suono delle sirene dei mezzi di soccorso, spiegazione però contestata dal Comune. Per arrivare a una sentenza il Tar ha disposto che vengano fatti accertamenti con tanto di sopralluogo per verificare la natura della strada e se le sbarre si aprano o meno al suono di una sirena. Prossima udienza il 15 dicembre. Ad accertare il tutto sarà il direttore responsabile dell’ufficio provinciale di Grosseto dell’agenzia del territorio.
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