Proteste
«Criminalità, si schieri l’Esercito»
Il Comitato si rivolge alle istituzioni e alle forze dell’ordine
GROSSETO. Il Comitato “Uniti per una Maremma migliore” chiede l’intervento dell’esercito per arginare la criminalità e si rivolge al Prefetto, al Questore, ai comandanti provinciali delle forze dell’ordine (carabinieri, polizia, Guardia di Finanza, Forestale e sindaco). «Ringraziamo - dice il Comitato - le istituzioni e con forte e sincera gratitudine tutte le forze dell’ordine che si prodigano per garantire al cittadino uno dei diritti fondamentali: la sicurezza. È sotto gli occhi di tutti lo sforzo continuo cui sono sottoposte le nostre forze dell’ordine costrette a lavorare in condizioni sempre più precarie, a causa di un contesto economico caratterizzato da dissennati e incoscienti tagli di spesa, frutto di un altrettanto irragionevole e lacunoso quadro legislativo che non garantisce loro alcuna tutela. Alla luce di tutto ciò spesso si vanifica l’opera encomiabile delle forze dell’ordine a cui va il nostro plauso. Ed è altrettanto chiaro che si creino situazioni di insicurezza , disagio, precarietà , violenza a cui sempre più frequentemente e con sgomento stiamo assistendo e che assumono caratteristiche sempre più eclatanti e non più tollerabili». È sulla base di questa realtà che il Comitato «chiede ufficialmente con determinazione l’ausilio temporaneo anche delle forze armate. Il Comitato vuole ribadire la ferma convinzione che la sicurezza debba essere tutelata dalle forze di polizia così come la legge dello Stato dispone, ma ritiene che anche in virtù degli ottimi risultati in termini di arresti, sequestri di mezzi e sostanze stupefacenti ottenuti dall’operazione Strade Sicure condotta dall’Esercito italiano su base nazionale questa possa essere una buona opportunità sia per supportare le nostre forze dell’ordine sia per far capire ai cittadini che lo Stato, quando vuole, c’è».
Falso - secondo il Comitato - ritenere che a ciò corrisponda una città “militarizzata”, anzi. «Moltissimi nostri concittadini sono concordi sul fatto che sia fondamentale il supporto dei nostri uomini in divisa, quindi anche delle forze armate, almeno finché la politica non si vorrà curare di cambiare drasticamente certe incomprensibili leggi e dare adeguate possibilità di azione - conclude il Comitato - alle forze dell’ordine».
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