Proteste
Chiesa chiusa da due anni, parte la colletta
A Salaiola c’è da rifare il tetto ma mancano i fondi. Per la Pasqua, intanto, sepolcri allestiti sul sagrato
ARCIDOSSO. Salaiola (frazione di Arcidosso) è senza chiesa da oltre due anni e gli abitanti aprono una sottoscrizione di offerte per aiutare la Curia, che sosterrà le spese. La chiesa dei Santi Francesco e Carlo nella piazza del borgo ha bisogno di un nuovo tetto ed è chiusa; gli abitanti devono andare altrove per le funzioni. Esiste solo una piccolissima cappella al cimitero, per nemmeno venti persone.
Anche se la chiesa è chiusa, la gente ha deciso di non rinunciare alle celebrazioni pasquali e ieri hanno iniziato ad allestire il sepolcro del giovedì santo sul sagrato.
Già da oggi a Salaiola, come in molti altri paesi amiatini, si allestiscono gli altari della “reposizione”, i “sepolcri”. Ogni comunità li adorna come da tradizione locale e quelli di Salaiola sono allestiti con grano, pane, candele e fiori a cura della popolazione e dei Vivai di Walter Moscatelli.
«Dal Giovedì al Sabato santo sarà possibile visitare a Salaiola sulla gradinata della chiesa, un sepolcro pasquale – dice l’associazione L’Aquilaia che organizza gli eventi culturali di Salaiola – e chi sarà spinto dalla fede o dalla curiosità, potrà visitare il sepolcro in quanto, gli abitanti della Frazione di Salaiola, stanno attendendo da anni che vengano effettuati i restauri del tetto per poterla riaprire».
La struttura messa in sicurezza ma chiusa al pubblico dalla curia, attende di essere riaperta. C’è da un lato disponibilità delle autorità religiose, ma insufficienza di fondi a copertura totale. Per questo L’Aquilaia ha deciso di dare il via a una colletta. «Questo luogo è centrale anche in una piccola comunità», dicono. (f.b.)
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