Il Tirreno

Grosseto

Il Comune non “partecipa” più

di Gabriele Baldanzi

Via dalle società pubbliche: l’ente mantiene quote in pochi e selezionati ambiti

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GROSSETO. Non sono più solo intenzioni, programmi, auspici. Ora è tutto nero su bianco. Il Comune di Grosseto ha presentato il cosiddetto “Piano operativo di razionalizzazione di società e partecipazioni ” e ieri il consiglio comunale l’ha approvato.

La delibera, se da un lato la si può definire un atto conseguente alle norme contenute nell’ultima Finanziaria, dall’altro rappresenta il coronamento di un processo che il primo cittadino Emilio Bonifazi sta portando avanti da tempo.

Lo conferma lui stesso. «Sono anni che seguiamo la strada della cessione o della liquidazione di società e partecipazioni non indispensabili all’attività dell’ente e oggi non facciamo altro che riassumere definitivamente in un piano tutto il percorso».

In effetti qualche passaggio già era stato raccontato con la vendita delle quote Seam, con la nascita della società unica Sistema e soprattutto con la chiusura definitiva dell’annosa vicenda de Il Terzo.

Un ripensamento, peraltro annunciato, lo si registra invece riguardo alla vendita delle Farmacie comunali. Quote (il 50,62 per cento) che non saranno vendute a fronte di un processo di rilancio sociale al quale il Comune intende partecipare.

Restano individuate come «strettamente necessarie» per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’Ente solo le partecipazioni in Acquedotto del Fiora spa (il 6,43 per cento), Coeso (22,31 per cento), Epg (37,98), Polo universitario grossetano (20,62) e ovviamente Sistema, la srl tutta in capo all’amministrazione del capoluogo.

Un discorso a parte va fatto per Netspring (21 per cento). Lo scorso gennaio il consiglio comunale ha approvato il rinnovo della convenzione fino alla fine del 2016 con la società in house, considerata ancora una volta strategica in una delibera del giugno 2014. Netspring, quindi, continuerà la fornitura di servizi informatici e di sviluppo tecnologico nel campo dell’elaborazione dei dati, della manutenzione del sistema informativo comunale, della manutenzione e sviluppo di banche dati. Un impegno complessivo da parte del Comune di Grosseto di circa 300mila euro l’anno.

Di contro si procederà con la dismissione delle quote in Grosseto Sviluppo (0,45 per cento), Fidi Toscana (0,003), Marina di San Rocco (3) e Far Maremma (4,4), mentre risultano già cedute, dal dicembre scorso, le quote del Comune all’interno di Seam (erano il 25,25 per cento), con un introito di 800.000 euro, cioè 100.000 euro in più rispetto alla base d’asta del bando.

Confermata anche la volontà di dismissione di Coseca (31,57 per cento), Gergas (20), Grosseto Fiere (16,12) e Rama (20,61). Già liquidate FioraReti e Il Terzo, in quest’ultimo caso con la cessione definitiva dei fabbricati al gruppo Tesi.

Per quanto concerne Etruria Innovazione (5,55) e Mattatoi di Maremma il processo di messa in liquidazione si sta svolgendo proprio in queste settimane.

Per la cronaca la nuova società partecipata unica Sistema, nata nel 2014, ha presentato di recente il primo bilancio annuale della sua azione, rilevando un risparmio di un milione tondo rispetto ai bilanci delle precedenti società che hanno poi costituito la realtà attuale, a fronte anche della nomina di un amministratore dal compenso ridotto.

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