La protesta
A Manciano via libera al registro delle unioni civili
Il consiglio comunale approva il riconoscimento per coppie che non vogliono o non possono sposarsi
MANCIANO. «Oggi questo Comune afferma con forza che l’amore è uguale per tutti». Il Comune è quello di Manciano e le parole le pronuncia Andrea Teti, assessore all’innovazione in quota Sinistra, ecologia e libertà. Quella che Teti è riuscito a portare nel paese maremmano è davvero un’innovazione: il consiglio comunale riunito lunedì 30 marzo ha approvato l’istituzione del registro per le unioni civili. Il registro permetterà a due persone, anche dello stesso sesso, che si amano, vivono sotto lo stesso tetto, hanno un progetto di vita insieme, ma non si vogliono o non si possono sposare di vedersi riconosciuto il loro status di coppia e di poter avere alcuni diritti riservati alle coppie.
Al consiglio erano assenti un consigliere di minoranza e uno di maggioranza. Astenuto Luca Pallini di Fratelli d’Italia; gli altri hanno votato sì. «Non era un provvedimento inserito nel programma e non vincolava la maggioranza – dice Teti – ma come Sel l’abbiamo presentato all’interno della coalizione qualche mese fa. Poi ogni partito ha fatto i suoi passaggi. A livello politico e di sensibilità personale ci possono essere delle differenze, ma è stato discusso in maggioranza e ha trovato d’accordo di tutti».
Manciano è il 161º comune in Italia – ce ne sono circa 8.000 – che ha approvato il registro. In provincia di Grosseto esiste in diversi comuni. A Manciano l’idea circolava da anni. «Il primo a proporla è stato dieci anni fa Roberto Bulgarini del Psi con Daniele Pratesi – ricorda Teti – Certo, allora sarebbe stato un gesto politico più forte. Ormai se ne parla a livello di governo, ma è comunque un passo importante. E mi ha fatto piacere che Bulgarini abbia detto che oggi siamo riusciti a fare quel che a lui, allora, non era riuscito».
Il Comune ha già ricevuto richieste informali di iscrizione e tra gli stessi consiglieri c’è chi ci sta facendo un pensierino, fra cui lo stesso Teti.
Ma come funziona il registro e da quando è operativo? «Teoricamente da subito – dice Teti – e non servono requisiti particolari se non dimostrare che si convive realmente. Ovvio che, finché in materia non si sarà legiferato a livello nazionale, è soprattutto un riconoscimento. Tuttavia, le coppie registrate come unioni civili potranno godere di alcuni diritti e di sgravi fiscali per le imposte locali».
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