Lutto
Grosseto, svaligiano la villa armati di frullino
La vittima è Riccardo Luongo, noto imprenditore edile, campione di baseball e componente del Comitato dei derubati
GROSSETO. Sono entrati in una villetta in pieno centro a Grosseto, hanno squarciato porte e finestre, tagliato la cassaforte con un frullino, violato gli spazi e gli affetti più intimi. «Provo un dolore così immenso che non riesco nemmeno a esprimerlo», racconta Riccardo Luongo, noto imprenditore edile di Grosseto ed ex campione di baseball del Bbc Grosseto, sotto choc. Il bottino è di circa 50.000 euro di soldi e gioielli.
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Luongo tra l’altro è nel direttivo del comitato Uniti per una Maremma migliore che si è costituito a Grosseto proprio per combattere la devastante ondata di furti nelle abitazioni. E a fronte di questo ennesimo colpo (per lui il quinto) prova uno sgomento devastante. «Siamo arrivati a toccare il fondo. I ladri non hanno più alcun timore. Agiscono notte e giorno, studiano le mosse e ci seguono».
A colpo sicuro. Venerdì sera i malviventi hanno colpito nella villetta di via Damiano Chiesa, proprietà della sua compagna, Rosanna Gonnelli, e dove abita anche lui (ma non questi giorni). «Io e lei - racconta - eravamo nella mia casa in campagna, che per inciso ha avuto già quattro furti in zona Rispescia. Io sono malato da una settimana, sono a letto». In via Damiano Chiesa, a Grosseto, la zona sembra tranquilla ma è solo apparenza. La villetta sorge accanto ad altre belle case: nessun isolamento o solitudine, eppure nessuno ha visto o sentito nulla. Ladri professionisti hanno agito quando la casa era vuota, ovvero tra le 20,30 - ora in cui se n’è andata la donna che fa le faccende - e mezzanotte e mezzo quando è rientrato il figlio della compagna, Andrea Grilli, anche lui giocatore di baseball. Hanno approfittato dell’unico lasso di tempo in cui la casa era vuota. «Quando il ragazzo è tornato - dice Luongo - ha trovato la casa devastata, i cassetti rovesciati, le stanze a soqquadro. La cassaforte sventrata, un caos».
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Dal piano terra. I ladri sono passati da un cantiere in costruzione e quasi ultimato che dà sulla strada. Hanno fatto il giro di due palazzine. «Sono passati da una piccola tettoia al piano terra, hanno tagliato le reti che servono per proteggere dai piccioni e sono entrati nel vano posteriore, praticamente una terrazzina che si affaccia in cucina».
Frullino taglia-tutto. Hanno tagliato col frullino le inferriate, le persiane. Hanno squarciato tutto come nella casa dei genitori dell’amico Fausto Turbanti, l’imprenditore di Casalecci che per primo ha lanciato l’idea del Comitato per difendersi dalla criminalità. La cassaforte, tagliata e svuotata, conteneva tutti gli affetti di famiglia, i gioielli della sua compagna ereditati dalla madre. «Credo che il valore possa aggirarsi sui 50.000 euro».
Solo gioielli e non pc. I malviventi non hanno toccato pc o ipad ma hanno puntato solo a soldi e gioielli. Sono anche saliti al piano di sopra, nelle camere. Quadri e cassetti: tutto rovesciato. «Addirittura c’era uno specchio fisso all’ingresso della casa: hanno tolto anche quello pensando che pure lì ci potesse essere un’altra cassaforte».
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È il quinto furto. Per Luongo si tratta del furto numero cinque. Quinto perché in campagna - racconta lui - «ne ho avuti altri quattro nella mia casa a Rispescia. Vivo nella strada comunale del Grancia, altra zona frequentatissima dai ladri».
Rispescia nel mirino. Una frazione che è sempre stata nel mirino: qui tradizionalmente le strade permettono una via di fuga comoda per i ladri. «Una zona appetibile per i malviventi ancor prima che fosse presa di mira Grosseto», dice Luongo. «Si ricordano diverse rapine a casa di professionisti e noti commercianti, anche imbavagliati e picchiati. Rispescia è una zona piegata, sia nella frazione che nella campagna circostante: per esempio andando verso Montiano nella zona che passa dai Pratini e si ricongiunge alle Sante Marie». Una zona di ville e villettine, poderi e casali. Tutti noi abitanti o quasi siamo stati visitati dai ladri. Qui i furti sono andati in crescendo».
«Sto male». Luongo si sfoga sulla sicurezza e a proposito delle iniziative che il suo Comitato porta avanti «non molliamo nonostante i problemi», dice. «Le stesse forze dell’ordine secondo noi sono in difficoltà e devastate da un fenomeno che pare sfuggito dal controllo ma in cui la responsabilità non è loro ma della politica e dei cittadini. Siamo sconfortati, ma dalle forze dell’ordine non ci possiamo aspettare uno sforzo superiore a quello già in campo quando arrestano i malviventi e se li vedono tornare liberi dopo poco. La cosa più grave mi pare tutta questa elasticità che si respira e che se non vengono inasprite le pene non prospetta certezza. Non si può pensare di combattere la criminalità adottando un sistema di tolleranza com’è quello che viviamo. Sono sempre più convinto che abbiamo un sistema politico che ormai non difende più il cittadino italiano ma solo la criminalità. Sto male - racconta addolorato - ma a parte l’influenza che mi trascino da una settimana e mi costringe a letto nella mia casa non riesco a esprimere tutto il dolore che provo dentro. Penso al futuro mio e dei nostri figli e ho paura di quello che ci possiamo aspettare se tutti continueranno a essere così permissivi. Il nostro paese è allo sbando per una politica che ormai ha distrutto tutti i lavoratori e le persone per bene, che non difende più i cittadini e si racchiude nel falso perbenismo e nelle sue chiacchiere vuote».
Mai rassegnarsi. Per ultimo Luongo conclude guardando al futuro. «Come Comitato resto convinto che non dobbiamo rassegnarci ma reagire e fare qualcosa. Per esempio organizzando qualcosa di più incisivo come manifestazioni di piazza». La bocciatura da parte del Parlamento della mozione presentata dall’onorevole Monica Faenzi che contempla l'intervento dell’Esercito - termina - «ci lascia basiti. Siamo in molti a pensare che un supporto di questo tipo possa essere un deterrente contro la criminalità e non certo un modo per militarizzare le città».
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