Il Tirreno

Grosseto

Nuove aperture, le associazioni frenano: "Ripresa? È presto per dirlo"

Maurizio Bernardini
Da sinistra, Gloria Faragli (Confesercenti) e Carla Palmieri (Ascom Confcommercio)
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Da sinistra, Gloria Faragli (Confesercenti) e Carla Palmieri (Ascom Confcommercio)

Confcommercio e Confesercenti plaudono al fermento di iniziative, ma mettono in guardia: "Rischia di essere un'illusione"

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GROSSETO. Vitalità che colpisce, ma attenzione: non è tutt’oro quel che luccica. Fioccano le aperture di negozi? La reazione delle associazioni di categoria del commercio è a dir poco prudente. Impossibile, insomma, gridare già alla ripresa. «Anche perché – spiega Carla Palmieri, presidente dell’Ascom Confcommercio – tutto rischia d’essere poco più che un’illusione. Una cosa è sicura: gli imprenditori maremmani iniziano ad avere una visione a tutto tondo. Capiscono che non è più possibile restare immobili e decidono di “riciclarsi” in altri settori, altre sfide, altre opportunità. Ecco, questo fermento, questo rilancio, è un bene. È il segnale che non siamo ingessati. Una virtù preziosa». La continua alternanza tra negozi aperti e chiusi in centro storico, simbolo, appunto di vitalità, porta alla luce un’altra importante sfumatura.

«Qualche segnale di ripresa – spiega il direttore Confesercenti, Gloria Faragli – è stato annunciato dai dati divulgati a livello nazionale. Ma ancora non mi sento di parlare d'inversione di tendenza per la Maremma. Qualcosa, invece, sembra muoversi proprio per il centro storico: mi pare si stia rafforzando la scelta di aprire negozi nel cuore della città, segno che il salotto buono è ancora attrattivo».

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