Il Tirreno

Grosseto

Il ciuco della discordia e l’olivo della pace nella piazza fai da te

di Gabriele Baldanzi
Renzo "il Cecio" Magnanelli scherza con la statua in bronzo del ciuco
◗
Renzo "il Cecio" Magnanelli scherza con la statua in bronzo del ciuco

A Roccatederighi gli abitanti si rimboccano le maniche Via il parcheggio d’asfalto, ecco il “salotto” a costo zero

3 MINUTI DI LETTURA





ROCCASTRADA. Il Comune ha le casse vuote e allora un’opera pubblica – che all’amministrazione sarebbe costata, al netto degli arredi, una cifra compresa tra 30.000 e 50.000 euro – viene finanziata e realizzata attraverso il volontariato, a scappa tempo. Un esempio di senso civico, di amore per il paese, un’inversione di rotta e un ritorno al passato (all’Ottocento). Elementi che meritano di essere raccontati.

Succede a Roccatederighi, borgo medievale dell’Alta Maremma, frazione del Comune di Roccastrada, meta turistica per francesi, inglesi e tedeschi. Oggetto dell’intervento la centralissima piazza Mazzini, fino al febbraio scorso asfaltata e adibita a parcheggio e adesso ridisegnata e recuperata a un uso diverso: pavimentazione in lastre di trachite (scalpellate a mano), panchine, una pianta d’ulivo, il monumento al ciuco (a grandezza naturale) e la storica fontana. I lavori vanno avanti da settimane. A maggio è previsto il taglio del nastro.

Nel cantiere (tutto a norma di legge, è venuta anche l’Asl per una verifica) si alternano i volontari, con voglia, con il sorriso. Nei fine settimana poi c’è il capannello degli anziani a guardare e incoraggiare chi ci mette l’anima. Eppure il progetto “Piazzetta”, alla Rocca, aveva sollevato nei mesi scorsi un vespaio di polemiche.

Tutta colpa dell’installazione dedicata al ciuco. L’animale in zona ha un peso notevole. È un simbolo di laboriosità, intelligenza e mitezza. A suo tempo era indispensabile all’economia locale; adesso è semplicemente il protagonista di un palio che si corre ogni anno la notte del 14 agosto.

A Roccatederighi, però, alcuni non gradivano l’idea di fargli un monumento, altri (più prosaici) avrebbero preferito i posti auto. C’è chi denuncia che quei soldi (circa 10.000 euro) potrebbero/dovrebbero essere spesi meglio, per altri scopi. Altri si convincono che la maggioranza della popolazione non lo vuole e sarebbe opportuno ripensarci. Ma riavvolgiamo il nastro.

Due anni fa un gruppo di volenterosi cittadini costituisce un comitato per raccogliere fondi da destinare al rifacimento della piazza (ripavimentazione, fontana, panchine e un monumento all’animale più amato, il ciuco). «Sì, perché il Comune di Roccastrada non ha denari per le opere pubbliche e quindi ci siamo adoperati per trovare una soluzione condivisa con l’amministrazione, per poter fare questo intervento da soli». Lo dicono i promotori. Con orgoglio.

In effetti la risposta è buona. Ci vogliono decine di migliaia di euro ma un po’ alla volta i soldi vengono trovati. Cupata, Charlie, Paolo, Atone, Pua, Fabrizia, Emanuele e tanti altri si danno da fare per poter un giorno rendere più gradevole questo angolo a metà tra le contrade Corso e Tramonto, fino a oggi uno spazio anonimo, ma che tutti vedono sulla sinistra attraversando l’abitato.

Il progetto è firmato due giovani professionisti del paese. Giulio e Riccardo (studio Basili), sotto la guida del professor Riccardo Butini della scuola di architettura di Firenze. A realizzare il monumento, invece, un artista affermato, il senese Carlo Pizzichini. Tutti lo fanno gratis et amore dei.

Il Comune di Roccastrada, a fine 2014, approva il progetto definitivo della nuova piazzetta e subito dopo viene sottoscritta la convenzione che disciplina gli impegni reciproci di Comune e Pro loco. Infine viene creato un plastico dell’intervento e lo scultore procede con il calco dell’asino. Ora c’è il cantiere aperto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa