Sicurezza
Guerra dei decibel, la parola all’Anci
Dopo il rimpallo di competenze, il consigliere Laurenti (Pd) accusa la Regione: «Questione politica»
GROSSETO. Decibel e polemiche, prosegue il braccio di ferro tra burocrazia e chi vuole norme più elastiche sulla musica. Dopo le 2.500 firme raccolte (arrivate in reazione alla multa rifilata al bar Ricasoli di Luigi Ambrosio, accusato d’aver sforato i limiti sonori), dopo la mozione presentata dal consigliere Pd Stefania Laurenti e approvata dal consiglio (la giunta si è impegnata a chiedere modifiche alle attuali norme, a sostenere musica dal vivo ed eventi culturali) non s’è mosso nulla. O quasi.
Nei giorni scorsi, infatti, l’esponente democratica, personaggio che ha incarnato la battaglia, ha incassato sia il parere dell’ufficio legale del Comune che quello tecnico della Regione. E, come anticipato dal Tirreno un paio di giorni fa, ognuno ha espresso posizioni che, di fatto, non sciolgono la faccenda. Quel che emerge è un sostanziale rimpallo di competenze. Da Firenze, tutto è rinviato a Roma, sponda governo. Dal Municipio, invece, si guarda a Firenze.
«Un gran caos» per Stefania Laurenti che ricorda che «i cittadini chiedono solo una cosa: chiarezza. La gente vuol essere protagonista del proprio futuro». Ma attenzione, perché per il consigliere democratico la sfida non è solo con le norme, le scartoffie, gli ingranaggi arrugginiti di leggi e leggine troppo complesse e restrittive. L’avversario, o comunque il punto di svolta, in qualche modo, ha una forma: si chiama Regione.
«La Regione potrebbe definire il centro storico di Grosseto come realtà turistica e ampliare la possibilità di far musica. La scelta, sono convinta, è politica. Nostro intento è solo uno: risolvere la questione una volta per tutte».
La Laurenti ricorda che per quel che riguarda Marina è stata trovata una soluzione in grado di «salvare il naturale svolgimento delle manifestazioni musicali e d’intrattenimento in un’area a vocazione turistica. E la stessa cosa può avvenire dentro Mura, nel capoluogo».
Ora tutto è al vaglio dell’Associazione nazionale comuni italiani, coinvolta dall’assessore regionale Anna Rita Bramerini: «Ci aspettiamo una risposta precisa». (m.b.)
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