Il Tirreno

Grosseto

«Cattivi odori da Camone» Proteste a Santa Rita

di Fiora Bonelli
«Cattivi odori da Camone» Proteste a Santa Rita

Cinigiano, alcuni abitanti lamentano miasmi dalla centrale a biomasse e si rivolgono alla minoranza. Che chiede lumi ad Arpat, Asl, sindaco e carabinieri

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CINIGIANO. Cattivi odori nei pressi della centrale a biogas di Camone, nella borgata di Santa Rita, comune di Cinigiano. E alcuni cittadini si rivolgono alla minoranza cinigianese per protestare.

«Tutto a posto e niente a posto», sbotta la minoranza della civica A/gente comune, guidata da Giovanni Barbagli, che come capogruppo di opposizione ha chiesto l’intervento di Arpat, Asl, sindaco e carabinieri affinché «controllino il motivo del puzzo che si è sentito nel corso di questa settimana» nella zona di Santa Rita.

Alcune voci lo attribuirebbero all’uso di residui di scarti di tacchino provenienti dagli allevamenti, cosa che, appunto, Barbagli chiede di controllare.

Il capogruppo della civica, a nome di tutti i suoi, nella segnalazione agli organi competenti in materia, descrive una situazione di disagio quanto meno olfattivo.

Una minoranza molto agguerrita e più volte tornata su questa questione e che non si arrende nemmeno alla recente sentenza della Corte di cassazione che ha giudicato inammissibile il ricorso della Procura di Grosseto che si era opposta alla decisione del Tribunale del riesame di dissequestrare l’impianto. Agri power plus, dunque, può continuare a produrre energia da biomasse.

Scrive Barbagli in una nota: «Tutto a posto? Forse per gli avvocati sì – dice il capogruppo di A/gente comune – ma non certo per gli abitanti di Santa Rita e zone circostanti, che in questa settimana si sono tappati il naso per alcuni giorni dal puzzo che proveniva dalla centrale di Camone. Abbiamo cercato di capirne le cause e sembra che il cattivo odore fosse dovuto all’incenerimento di residui di scarti di tacchino provenienti dagli allevamenti. Da qui la richiesta di intervento che come gruppo consiliare A/gente comune abbiamo inviato alle autorità competenti (Arpat, Asl, sindaco, carabinieri)».

Barbagli e gli abitanti di Santa Rita adesso sono in attesa degli esiti, «ma certo non è un bel vivere per quanti abitano in questa zona – dice il capogruppo – e per i tanti ospiti degli agriturismo che non sapevano che tra le caratteristiche di un territorio come il nostro, fatto di paesaggio e di culture di qualità, era compreso l'inquinamento da fumi maleodoranti».

Intanto la Asl fa sapere di non avere ancora ricevuto e vagliato la segnalazione di A/gente comune.

Vero è che il problema dei cattivi odori intorno agli impianti a biomasse – in tutta la provincia ce ne sono una quindicina – non è nuovo. Anche i residente dell’area a sud-est di Grosseto, dove si trova un impianto simile a quello di Santa Rita, lamentano di tanto in tanto cattivi odori. Le emissioni non sono nocive alla salute, tuttavia gli odori sono sgradevoli.

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