Sicurezza
Quella pista che non è usata da chi vuol andare in bici
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il drammatico incidente di ieri ha riaperto la discussione sull’uso delle strade e sul perché non si usino le piste ciclabili. Sì, perché proprio sulla strada delle...
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Il drammatico incidente di ieri ha riaperto la discussione sull’uso delle strade e sul perché non si usino le piste ciclabili. Sì, perché proprio sulla strada delle Collacchie, molto transitata soprattutto in estate, parallelamente esiste da decine d’anni una di quelle stradine riservate ai pedoni e alle bici che congiunge Castiglione a Marina di Grosseto. Le amministrazioni e gli addetti ai lavori (gli operatori del turismo) ne esaltano i pregi in continuazione, per un territorio che vuole fare della vita all’aria aperta una sorta di stile inconfondibile. Un’eccellenza, insomma, da esaltare e promuovere. Però quella stradina, immersa sotto i pini, che corre a pochi centimetri dalla provinciale, non è propria adatta a chi vuole andare in bici per fare un allenamento e non una semplice passeggiata in completo relax: per chi usa una due ruote da corsa e non una semplice bici da passeggio. E Gisella e i suoi colleghi infatti, come tanti altri che ieri sono transitati su quello stesso tratto, non l’hanno usata. Evidentemente perché non è adatta allo scopo. Il percorso è in effetti tortuoso, pieno di cunette rialzate dalle radici dei pini, in continuo aumento con il passare delle stagioni, e con i cespugli della vegetazione che sporgono di tanto in tanto e che ostacolano il transito. La strada principale è invece un’altra cosa: sicuramente più facile da percorrere e senza troppe deviazioni, come gli ingressi ai campeggi o ai percorsi privati, o a quelli che portano alla spiaggia. Però la stradina è sicura.
Sulla provinciale delle Collacchie sfrecciano auto, camion e moto, mentre sulla ciclabile di norma quasi nessuno. Più che le bici è facile trovare podisti, quelli si che si sentono al riparo da ogni pericolo, e sicuramente i veri “padroni” della pista ciclabile. E allora come fare? Il dibattito è aperto tra chi vuole vietare il transito alle biciclette sulle strade normali, proprio in caso di alternative; e chi invece, come i ciclisti-amatoriali che inforcano le bici da corsa, proprio non ne vuole sapere di frequentare le ciclabili. (en.gi)
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