Sicurezza
«Prendo due soldi e vado» Notte di furti nel borgo
Sei abitazioni visitate dai ladri a Roccatederighi: tanti rischi e bottino magro Caterina, 80 anni, maledice i malviventi. Colpo anche nella casa del macellaio
ROCCASTRADA. Un raid da mezzanotte alle 4. Senza una logica, senza un basista. Con la sfacciataggine di chi non ha nulla da perdere. Ladri senza gloria.
Il film dei furti compiuti a Roccatederighi, nella notte tra mercoledì e giovedì, è una pellicola già vista. I protagonisti si chiamano pendolari del crimine: arrivano a buio, si appostano, gironzolano, scelgono alcune abitazioni (prossime a vie di fuga) e poi colpiscono. Prevenire questi reati è complicato e l’aiuto dei cittadini essenziale. A dirlo sono i carabinieri. Alla Rocca in quattro ore sono state “toccate” sei case.
Il totale della refurtiva - da una prima stima - non arriva a 600 euro. Rischio altissimo per mettere insieme una miseria. Un segno dei tempi.
La prima segnalazione che in paese qualcosa non va (ovviamente registrata a posteriori) risale a poco prima della mezzanotte di mercoledì. Un’anziana, in via Casa di Gioma, nota dal vetro della finestra un giovane appollaiato sopra un secchio. È buio e lui osserva, sembra guardare dentro le case. La donna si affaccia, pensa che si tratti di un vicino. Invece no. È uno sconosciuto. Richiude e dopo poco va a letto. Nella stessa via, tre ore più tardi, si consumeranno una serie di furti.
I ladri iniziano dalle Cortine, la parte più alta del paese nuovo. In via Unità d’Italia è presa di mira l’abitazione della famiglia Bertucci, boscaioli. Dormono in quattro - moglie, marito, un figlio e un amico – ma il sonno è disturbato dal vento. Fuori c’è qualcosa che sbatte. Quando si accorgono che i rumori provengono dalla casa è troppo tardi: un ragazzo (magro, all’apparenza giovane e agile) ha già frugato nei borselli e sottratto un centinaio di euro. Corre alla porta (forzata con un grimaldello) e scappa. Quasi contemporaneamente un collega di malefatte fa visita all’ottantenne Caterina (siamo a 50 metri di distanza).
Caterina vive al piano terra, sopra e accanto ci stanno i figli, titolari di un’impresa edile. Mentre sonnecchia – l’orologio segna l’una e mezza – si accorge che in camera non è da sola. Forse è il nipote oppure uno dei figli. E allora domanda: «Che ci fai qui?». E il ladro risponde: «Tutto a posto, prendo due soldi e vado…».
Ma la voce non è quella di Lorenzo o di Franco. E allora lei si alza, mentre lo sconosciuto (che nel frattempo ha staccato il contatore della corrente e quindi la luce non funziona) gli passa davanti. Caterina grida, lo maledice. È un attimo. Si svegliano i figli. Il ragazzo (perché di un ragazzo pare si tratti) è scappato nei campi, salta come un capriolo in direzione del cimitero. Andrea, che non è tipo da aver paura, prova anche a cercarlo. Dileguato. Ma è solo una pausa, perché, passate neppure un paio d’ore, il gruppetto di malviventi colpisce ancora.
Si riparte da via Gorizia. A Carlo, il macellaio, spaccano il vetro di una finestra della villetta dove vive con la famiglia, ma i cani si mettono ad abbaiare: prima uno, poi due, poi tre. Un concerto che sveglia il proprietario e così si accendono le luci. Colpo sfumato. «Ho paura al pensiero di cosa sarei stato capace di fare…», racconta il giorno dopo.
L’ultima scorribanda nel luogo della prima segnalazione, Casa di Gioma. Qui, ai ladri (che fino a questo momento hanno collezionato solo pochi spicci e fughe precipitose) va un po’ meglio.
Roberta ed Enrico dormono e non si accorgono che qualcuno ha violato la loro dimora e li ha derubati di soldi e monili. Lo scopriranno al mattino.
Dall’altro Carlo (l’ex consigliere comunale del paese) il ladro viene messo in fuga, ma quando ha già messo le mani nel borsetto, dopo aver usato un grimaldello per aprire il portone.
I carabinieri hanno preso le impronte digitali in due abitazioni e stanno esaminando i filmati delle videocamere.
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