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allevamento di monte antico

Maltrattamenti di maiali In quattro sotto accusa

Maltrattamenti di maiali In quattro sotto accusa

CIVITELLA PAGANICO. Non è che uno, per il solo fatto che è nato maiale, debba avere meno tutele. Deve poter mangiare regolarmente. Deve poter godere anch'esso di un'esistenza dignitosa, a dispetto di...

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CIVITELLA PAGANICO. Non è che uno, per il solo fatto che è nato maiale, debba avere meno tutele. Deve poter mangiare regolarmente. Deve poter godere anch'esso di un'esistenza dignitosa, a dispetto di quel nome che si porta appresso e che fa immediatamente pensare a nefandezze e sporcizia, a una vita minore. Di fronte alla legge, un maiale ha la stessa dignità di un cane, di un cavallo, di gatto, di una zebra, di un cobra. Questo è lo spirito della legge, questo è il motivo per il quale titolari e soci di un'azienda agricola sono stati citati a giudizio: maltrattamenti. Perché a Monte Antico di Paganico, nel marzo 2013, avrebbero tenuto l'allevamento in modo tale addirittura da causare la morte di alcuni suini di cinta.

Manuela Re ed Edoardo Lanfranchi, amministratori della Piatina società agricola srl, Grazia Capecchi e Alessandro Fantacci, soci, compariranno davanti al giudice il 10 luglio per una nuova udienza filtro. Quella di ieri non è sfociata nell'apertura del dibattimento a causa della mancanza di una notifica a uno dei difensori. E il giudice Puliatti ha rinviato a luglio anche la costituzione di parte civile della Lac, la lega per l'abolizione della caccia, che ha incaricato l'avvocato Burzi di far valere le proprie ragioni. Ma già si sa, perché anticipato dai difensori Rechichi, Cassetta e Bruni, che la parte civile non è ben vista dalle difese che ne chiedono l’esclusione dal processo.

Nel marzo 2013, gli uomini del nucleo investigativo della Forestale effettuarono un sopralluogo nella proprietà insieme al veterinario della Asl 9, ispezionando recinti e vicinanze. Riscontrarono (e fotografarono) la presenza di dieci crani e due carcasse. Esaminarono la documentazione e videro che al settembre precedente i capi erano 65. Al marzo 2013 ce ne erano meno. E non era stata presentata denuncia di smarrimento, vendita o morte. Da queste considerazioni scaturì l'ipotesi che 12 suini fossero morti e che gli altri 26 siano stati tenuti in condizioni incompatibili con la loro natura, lasciati senza cibo, e con la possibilità di danni per la loro salute. Conclusioni raccolte nel capo di imputazione, sostenuto in aula dal pm onorario Dompetrini, che sospetta anche la crudeltà. Inoltre, gli stessi quattro imputati devono rispondere della scomparsa di un tratto di bosco ceduo (venti are) appartenente alla stessa società e che sarebbe stato divorato dal pascolo eccessivo dei maiali: gli animali avrebbero morso la corteccia delle piante ad alto fusto, situate in una zona a vincolo paesaggistico. Troppa fame, in altre parole, sfogata sulle essenze quercine situate nei dintorni.

Pierluigi Sposato

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