La manifestazione
Raccolta differenziata Sei smentisce i 5 Stelle
Dura replica al consigliere Gori: «Tratteniamo i ricavi della vendita? Falso» Parte la diffida ma lui ribadisce: «Se non è così ci vengano mostrati i dati»
GROSSETO. La “guerra dei rifiuti” continua a colpi di botta e risposta tra Sei Toscana e Movimento 5 Stelle. Oggetto del contendere sono i proventi della raccolta differenziata. Su questo Sei Toscana informa di aver proceduto «alla diffida del signor Giacomo Gori del Movimento 5 Stelle di Grosseto a non diffondere notizie non corrispondenti al vero aventi a oggetto il contenuto del contratto di servizio dell’Ato Toscana Sud, con ogni e più ampia riserva di azione per il risarcimento dei danni».
Il riferimento è a quanto da Gori espresso alcuni giorni fa a proposito del contratto di servizio tra Ato Toscana Sud e Sei Toscana e al fatto che i ricavi della vendita di materie prime-seconde recuperate con la raccolta differenziata sarebbero “acquisiti” e “trattenuti” dal gestore senza essere destinati all’abbattimento della tariffa in misura proporzionale. «Tale affermazione - sostiene Sei Toscana - risulta destituita di ogni fondamento e lesiva dell’immagine del gestore in merito alle attività svolte. I proventi della raccolta differenziata, infatti, non sono in nessun modo trattenuti dal gestore ma vengono completamente destinati all’abbattimento del corrispettivo secondo quanto previsto dal contratto medesimo. Anche con l’ultima delibera 24 del 22 dicembre 2014, nella determinazione del corrispettivo del servizio effettuata dall’assemblea dell’Ato Toscana Sud, i ricavi provenienti dalle cessione di materie prime seconde sono stati poi effettivamente detratti dall’ammontare del corrispettivo stesso, conformemente al disposto contrattuale. Sei Toscana dunque non ha violato alcuna legge come viene sostenuto dal Movimento 5 Stelle, ma opera e ha sempre operato nell'alveo delle norme vigenti». Sei Toscana contesta duramente il contenuto delle dichiarazioni espresse da Gori «per tutelare l’operato dell'azienda oltre che a beneficio della corretta informazione al cittadino» e informa appunto di aver «proceduto alla diffida nei confronti del consigliere del Movimento 5 Stelle a non diffondere notizie non corrispondenti al vero con ogni e più ampia riserva di azione per il risarcimento dei danni sofferti e patiendi».
Dal canto suo il consigliere in questione, Gori appunto, spiega a sua volta di non aver ancora ricevuto nessuna diffida e ribadisce i suoi convincimenti. «Io e il gruppo di lavoro interprovinciale non abbiamo fatto altro che leggere il contratto tra Ato e Sei che dice che i proventi della vendita delle materie prime seconde restano al gestore e non tornano sotto forma di sconto della tariffa. Nel contratto - conclude Gori - c’è scritto questo: si tratta di un passaggio chiaro e inequivocabile che non lascia adito a dubbi. L’Ato, nostro unico riferimento, ci spieghi se il passaggio del contratto è rispettato o no. Da giorni ho presentato una richiesta formale all’Ato di accesso agli atti su questo argomento, a cui non ho avuto risposta».
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