Attenzione
Per l’olio di Seggiano arriva un database
Nuove certificazioni per l’eccellenza amiatina: una banca dati e analisi doc garantiranno ulteriormente l’eccellenza
SEGGIANO. L’olio di Seggiano continua a costruire la propria carta d’identità con le impronte digitali di prodotto alimentare di pregio.
La Fondazione Le radici di Seggiano insieme ad alcuni produttori olivicoli della dop Seggiano (azienda De Triachi di Donatella Martellini, l’olio di Nonno Adamo di Adamo Piccini, Hortulanus srl, Abbraccio) ha aderito nel 2013, come partner di supporto privato, al progetto regionale Volatosca, presentato dall’Università di Firenze, Cnr ed altri, per la valorizzazione di vari prodotti agricoli di eccellenza toscani fra cui l’olio monocultivar di olivastra seggianese.
L’Air 2011-2015 della Regione Toscana (Atto d’indirizzo pluriennale in materia di ricerca e innovazione) prevede infatti tra i propri indirizzi strategici quello di «produrre alimenti di qualità con elevati standard di sicurezza».
Con il progetto “Profumi e sapori della Toscana” l’associazione formata dall’Università di Firenze, il Cnr-istituto per la Protezione delle Piante e la Fondazione Area, intende identificare nuovi prodotti diagnostici o prodotti/processi necessari per la certificazione chimica di prodotti agroalimentari.
Lo scopo è di favorirne il miglioramento genetico e mantenere l’eccellenza qualitativa. Per questo saranno condotte indagini su alcune colture di rilievo nella Regione Toscana, olive e olio, zafferano, cavolo nero e tartufo bianco, ciliegia, giaggiolo. Nel caso dell’olio d'oliva verranno messe a confronto varie cultivar tipiche toscane fra cui l’olivastra seggianese. Cresceranno così le conoscenze scientifiche di base sulle caratteristiche nutrizionali delle specie per la produzione di alimenti che rispondano a requisiti di sicurezza e salubrità. Ma si va anche oltre, perché attraverso il progetto sarà possibile realizzare un database degli aromi e una conseguente rete dei composti volatili consentendo di aumentare gli standard qualitativi e di sicurezza degli alimenti. Inoltre tale database potrebbe costituire un valido strumento per verificare l’identità dei prodotti agroalimentari.
Da prendere in considerazione l’esempio del vino Docg Barolo, per il quale il disciplinare di produzione richiede l’impiego esclusivo di uve Nebbiolo; l’analisi dei composti volatili presenti nel vino, in questo caso, permette di identificare l’eventuale presenza di uve non ammesse. In particolare per l’olio dop di Seggiano il progetto analizzerà anche la variazione dei composti aromatici, durante tutto il periodo di raccolta e quindi della frangitura, per individuare il momento ottimale per la raccolta.
Questo progetto di ricerca scientifica si aggiunge ad altre iniziative promosse dalla Fondazione le Radici di Seggiano, quali ad esempio il progetto + Seggianese, concluso nel 2014.
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