Sicurezza
Frizioni sulla testimonianza della cugina
Ma la donna si difende: «Nessun inciucio per riferire le molestie sessuali». Attaccamento morboso
GROSSETO. Quella di Patrizia Lorenzetti, 59 anni, la cugina di Francesca Benetti, è una testimonianza lunga anche perché contestata dalla difesa. Al punto che l’avvocato Bruno Leporatti chiede al presidente Giovanni Puliatti se non sia il caso di ammonire la teste sulle dichiarazioni rese. Una falsa testimonianza? La difesa di Bilella non lo dice. E il presidente non ravvisa problemi.
Ma sul detto e sul non detto della cugina si basa una buona parte degli interventi difensivi. C’è un’intercettazione tra lei e Aldo Scotto, del 17 novembre 2013, che non convince i legali, un brano in cui si faceva riferimento alle molestie sessuali subite da Francesca: lei chiedeva suggerimenti a Scotto su cosa dire? Patrizia si difende a spada tratta: «No, a me sembrava che non fossero cose attinenti al processo. Ma se c'era da dirlo l'avrei detto, come poi ho fatto. Chiedevo ad Aldo cosa ne pensasse. Non ho fatto nessun inciucio e non l'avrei fatto comunque per telefono, visto che nel mese successivo alla scomparsa sono stata più a Follonica che a Siena». Non viene acquisito, per opposizione della Procura, il verbale delle dichiarazioni rese dalla donna all’avvocato Xhanaj. A Eleonora, Leporatti chiede se ha parlato con Patrizia: «Sì ma non del processo», dice la ragazza.
Patrizia dice anche altro. Di Bilella che era ossessivo (come per la storia delle mutande) e che seguiva Francesca anche in spiaggia. Che l’ex insegnante era scocciata del comportamento di Bilella, come quando lui l'aspettò all'arriva del pullman da Siena, dove lei era andata a trovare proprio la cugina: «Mi disse che lui cercò di baciarla, come un fidanzato. “Mi fa vergognare, non voglio che mi baci”». E Patrizia riferisce di quella volta che Francesca le raccontò un episodio spiacevole: «Mi disse che le aveva toccato il seno». Aveva paura Francesca? «Sì, me lo diceva spesso. Ma non aveva paura di essere uccisa. Le sue paure erano legate al fatto di poter essere toccata o comunque una pressione sessuale». E aggiunge che, al sopralluogo alla villa, Giulio le aveva consigliato di tenere d’occhio Bilella. All’avvocato Riccardo Lottini, la signora Patrizia spiega di aver detto «a Francesca che doveva stare attenta, che doveva mandarlo via. Perché c'era un insieme di cose, non era solo per le molestie. Era per l'attaccamento morboso. Il problema non erano le erbacce non strappate».(p.s.)
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