Sicurezza
Arrivati i pareri tecnici sulla guerra dei decibel
GROSSETO. Guerra dei decibel, qualcosa si muove. Ma assomiglia al gioco dell’oca. Sono arrivati i pareri dei due enti chiamati in causa dalla petizione avviata nel novembre scorso in città. Le oltre...
GROSSETO. Guerra dei decibel, qualcosa si muove. Ma assomiglia al gioco dell’oca. Sono arrivati i pareri dei due enti chiamati in causa dalla petizione avviata nel novembre scorso in città.
Le oltre 2.500 firme raccolte nella Notte dei bavagli continuano a far discutere. Così come continua a reclamare le giuste attenzioni la conseguente mozione presentata dal consigliere democratico Stefania Laurenti e approvata dal consiglio comunale nel gennaio scorso. Da un lato, infatti, s’inserisce il parere legale dell’ufficio del Comune, dall’altro quello degli uffici tecnici della Regione. La Regione rimanda alle responsabilità del governo. Anche perché, quello attuale, è un «quadro normativo in corso di ridefinizione. Infatti, con la legge del 30 ottobre 2014 (la numero 161) il governo è stato delegato ad armonizzare la normativa nazionale con le direttive comunitarie». Il Comune, tra le altre cose, ricorda che «l’articolo 2 della legge regionale della Toscana, 89/98 (norme in materia d’inquinamento acustico) demanda a successivo regolamento della giunta regionale l’identificazione dei criteri tecnici cui i comuni sono tenuti ad attenersi nella redazione dei piani comunali di classificazione acustica». E questo è avvenuto «con decreto del presidente della giunta regionale nel gennaio 2014». Il funzionario dell’ente ricorda che il regolamento regionale ha introdotto la possibilità di richiesta di deroghe da parte dei comuni. E l’ha fatto stabilendo peraltro gli indirizzi per il rilascio dei permessi straordinari. I comuni, da parte loro, possono dunque decidere, tramite il piano di classificazione acustica, come applicare al proprio territorio i limiti imposti per legge. Ma la sostanza non cambia. Dalla guerra dei decibel non si esce. Intanto, l’assessore regionale all’ambiente, Anna Rita Bramerini, ha provveduto a inviare il testo della petizione all’Anci Toscana. Qualcosa si muove. Ma assomiglia al gioco dell’oca. (m.b.)
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