Il Tirreno

Grosseto

Aggredito e ferito in lavanderia: «C’era sangue ovunque»

Francesca Gori
La titolare della lavanderia di via Unione Sovietica indica le chiazze di sangue (foto Bf)
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La titolare della lavanderia di via Unione Sovietica indica le chiazze di sangue (foto Bf)

La disperazione della proprietaria del negozio: al centro commerciale tra bivacco e degrado arriva la polizia

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GROSSETO. C’era sangue dappertutto: sul divanetto, sul vaso dove una pianta dà il benvenuto ai clienti, a chi va davanti a quei grandi oblò spalancati come occhi sull’ingresso per lavare pantaloni, lenzuola e camicie. C’era sangue ovunque ieri nel primo pomeriggio alla lavanderia automatica che si affaccia su via Unione Sovietica, al centro commerciale Coop. Un uomo era stato aggredito, probabilmente, là dentro: davanti al negozio è arrivata l’ambulanza e lo ha portato all’ospedale con una brutta ferita al volto, poi sono arrivati anche gli uomini della polizia scientifica per i rilievi e per capire cosa fosse successo là dentro. Perché la titolare del negozio, chi fosse stato a ridurre la sua lavanderia a una scena degna del miglior film di Quentin Tarantino non lo sa. «Ci hanno avvertito che era successo qualcosa e siamo arrivati subito - racconta Chiara Santini - ma non sappiamo nemmeno chi abbia dato l’allarme al 118 e alla polizia. So soltanto che non è la prima volta che succede e che in questa zona non viviamo certo sicuri».

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Al centro commerciale il via vai di clienti indaffarati tra carrelli della spesa e commissioni viene attraversato ogni giorno da uomini che hanno trovato lì il loro rifugio: che fanno bisogni ovunque, che dormono su giacigli di fortuna. Che bevono, si fanno prendere un po’ troppo la mano e che, qualche volta, vanno a dormire proprio dentro la lavanderia automatica. «Qualche tempo fa hanno spaccato le telecamere di sorveglianza - racconta Santini - quindi non possiamo nemmeno vedere i filmati per capire cosa sia successo. Ci siamo dovuti affidare a un istituto di vigilanza, ma qui la sera diventa terra di nessuno e noi commercianti siamo esasperati. E abbiamo paura: quello che è successo ieri pomeriggio è grave. Potevo essere dentro al negozio con mia figlia».

Chiara si è dovuta rimboccare le maniche e pulire tutto il sangue che aveva imbrattato la sua lavanderia. La polizia che ha fatto i rilievi ora sta svolgendo le indagini. Perché quel negozio esiste davvero, il sangue c’era e quello che è successo in via Unione Sovietica non è stata la ripresa di una scena di un film di Tarantino. E soprattutto, un senza fissa dimora di circa 50 anni è finito in ospedale con il volto spaccato.

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