Sicurezza
Il sogno naufragato del polo logistico «Emorragia di soldi»
Tempo e risorse dedicate al progetto di Braccagni Salvestroni: «Fiducia nei magistrati, ma è una disgrazia»
GROSSETO. Mario Salvestroni è stato investito da una doccia fredda. La telefonata gli è arrivata ieri mattina, mentre era a Milano. «Non avrei mai voluto sentire una notizia come questa - dice - è una disgrazia vera, ma ho massima fiducia nella magistratura». Non sono frasi di circostanza quelle del numero uno di Assindustria Grosseto. Lui, Aristide Giannetti, lo conosce bene fin da quando era ragazzo e faceva parte del Gruppo Giovani imprenditori della città di Canapone. «Ha sempre avuto una grande passione - spiega - che metteva in tutte le attività che portava avanti». Come il sogno del polo logistico a Braccagni, stoppato poi dalla Soprintendenza. «Ha portato avanti quel progetto per anni - aggiunge - investendo milioni di euro e tempo. Poi il suo sogno si è infranto e la crisi economica ha fatto il resto». Giannetti aveva un impero a Grosseto, ma le sue società sono fallite. «Aveva milioni di euro di crediti da riscuotere - dice ancora Salvestroni - ma quei soldi non sono mai arrivati e le spese per mandare avanti le aziende continuavano a crescere».
Il polo di Braccagni era un sogno che Giannetti coltivava da tempo. «E sarebbe stato un gran volano per l’economia della Maremma - dice ancora - basti pensare a come si sarebbe potuto sviluppare tutto il settore agroalimentare. Quel progetto è naufragato ed è stata davvero una disgrazia».
(f.g.)
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