Sicurezza
Il sogno naufragato del polo logistico: "Emorragia di soldi"
Mario Salvestroni, numero uno di Assindustria Grosseto: "Fiducia nei magistrati, ma è una disgrazia"
GROSSETO. Mario Salvestroni è stato investito da una doccia fredda. La telefonata gli è arrivata la mattina del 25 marzo, mentre era a Milano. "Non avrei mai voluto sentire una notizia come questa - dice - è una disgrazia vera, ma ho massima fiducia nella magistratura".
Non sono frasi di circostanza quelle dell'attuale numero uno di Assindustria Grosseto. Lui Aristide Giannetti, ex presidente di Confindustria Grosseto arrestato per evasione fiscale nel pomeriggio di mercoledì 24 marzo, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma, lo conosce bene fin da quando era ragazzo e faceva parte del Gruppo Giovani imprenditori della città di Canapone.
"Ha sempre avuto una grande passione - spiega - che metteva in tutte le attività che portava avanti". Come il sogno del polo logistico a Braccagni, stoppato poi dalla Soprintendenza. "Ha portato avanti quel progetto per anni - aggiunge - investendo milioni di euro e tempo. Poi il suo sogno si è infranto e la crisi economica ha fatto il resto".
Giannetti aveva un impero a Grosseto, ma le sue società sono fallite. "Aveva milioni di euro di crediti da riscuotere - dice ancora Salvestroni - ma quei soldi non sono mai arrivati e le spese per mandare avanti le aziende continuavano a crescere".
Il polo di Braccagni era un sogno che Giannetti coltivava da tempo. "E sarebbe stato un gran volano per l’economia della Maremma - dice ancora Salvestroni - basti pensare a come si sarebbe potuto sviluppare tutto il settore agroalimentare. Quel progetto è naufragato ed è stata davvero una disgrazia".
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