Il Tirreno

Grosseto

Argine remoto, lavori entro fine giugno

di Ivana Agostini
Argine remoto, lavori entro fine giugno

I comitati della valle dell’Albegna lamentano ritardi nel realizzare l’opera antialluvione. Rossi promette: a breve il via

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ORBETELLO. «Che fine ha fatto l’argine remoto?». Se lo chiedono e lo chiedono alle istituzioni i comitati di Polverosa e Marsiliana, il Presidio, Il ponte e l’associazione Vita che hanno mandato, nei giorni scorsi, una mail alla Regione Toscana, al Consorzio di bonifica e ai tecnici coinvolti nella realizzazione di questa opera di messa in sicurezza.

«Durante la visita a Polverosa del 7 febbraio – dicono i rappresentanti dei comitati – il governatore Enrico Rossi incolpava impropriamente gli espropriandi di non aver accettato l’accordo di cessione volontaria causando così un ritardo di due mesi nella realizzazione dell’argine remoto».

Un’uscita che non venne molto apprezzata dai proprietari dei terreni tanto che i tre comitati scrissero alla Regione per chiarire la situazione. E il chiarimento ci fu anche perché nell’ottobre 2014 sarebbe stato del tutto impossibile realizzare l’argine remoto, dato che non era stato approvato nemmeno il progetto. Se è vero che gli espropriandi non hanno accettato l’esproprio bonario e sono andati avanti per far valere le loro pretese, è anche vero che fino a ora ai proprietari dei terreni nessun atto formale di esproprio è ancora arrivato.

I comitati ricordano come il governatore esternava di voler procedere «come un treno» dichiarando pubblicamente che «non sarebbero stati accettati ulteriori ritardi e che entro il mese di marzo sarebbero stati appaltati i lavori di realizzazione dell’opera».

Marzo è arrivato ma ancora tutto tace. «Ci chiediamo – dicono i comitati – a quale velocità viaggi il treno di cui parlava il governatore. Sarà per caso l’ennesima promessa non mantenuta?».

Adesso la stagione delle piogge dovrebbe essere passata e la popolazione alluvionata si aspetta di vedere partire tutte le opere promesse e di sapere a che punto sono le procedure per la realizzazione.

«Dato che – continuano – come detto più volte dal personale tecnico questo tipo di lavori va eseguito prevalentemente nella stagione calda, ribadiamo che  non siamo disposti a tollerare ritardi che impedirebbero di sfruttare l’imminente stagione favorevole».

La risposta della Regione, sollecitata dal Tirreno, è arrivata ieri. «Dal 3 marzo, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione – spiegano da Firenze – è ufficiale la procedura di esproprio per i terreni interessati dalla costruzione sull’Albegna, lato Albinia, del nuovo argine, lungo sei chilometri, tra Marsiliana e la confluenza del Patrigone, per un investimento di 4 milioni e 750 mila euro. Al contempo è iniziato l’iter di procedura negoziale che consentirà l’affidamento dei lavori a una delle ditte interessate. La previsione è che i lavori per l’argine possano iniziare entro la fine di giugno».

«Non ci sono stati ritardi né lungaggini burocratiche – sottolinea il presidente Rossi – e tali non possono essere considerate le difficoltà riscontrate con i proprietari nell’operazione di cessione volontaria dei terreni interessati alle opere. I tempi sono stati quelli minimi previsti dalla legge. Anche la notifica degli espropri solo una decina di giorni prima dell’inizio effettivo dei lavori deriva da norme di legge».

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