Il dolore
Sussidi ridotti, rischiano undicimila stagionali
I sindacati si preparano alla mobilitazione contro la norma del Jobs Act Caramelli (Centro impiego): «Regole complicate, aspettiamo le circolari Inps»
GROSSETO. La provincia di Grosseto, che al 31 dicembre contava circa 35mila disoccupati (16mila in città) subisce un’altra botta a quelli che sono notoriamente i suoi redditi più fragili: gli stagionali del settore turismo e commercio. In Maremma sono 11.250 (dato ufficiale) le persone interessate dal provvedimento, «cioè - spiega Marco Caramelli (responsabile del Centro per l’impiego) - gli avviamenti al lavoro riconducibili alla stagionalità». Un piccolo esercito che fino a oggi ha lavorato per 6 mesi in primavera-estate - magari in una struttura turistica a Castiglione della Pescaia o all’Argentario - e poi, per il restante semestre, riceveva l’assegno di disoccupazione: 780 euro mensili per i compensi inferiori ai 1.300 euro. Ecco, a partire dal 2016/2017, in virtù della Naspi (acronimo di nuova assicurazione sociale per l'impiego), con la modifica dei criteri di trattamento per i senza-lavoro, questi stagionali potrebbero perdere un gruzzoletto variabile tra 2.000 e 3.500 euro.
I sussidi alla disoccupazione, che fino all'anno scorso arrivavano appunto a sei mesi, con il Jobs Act (non quest’anno, forse neppure l’anno prossimo) si fermeranno a tre. Insomma uno di quei punti controversi della riforma del lavoro del governo Renzi. A spiegarci pro e contro sono il già citato Massimo Caramelli e Alessandro Gualtieri, segretario provinciale di Fisascat Cisl, ma soprattutto coordinatore grossetano dell’Ente bicamerale del turismo. «I requisiti per poter incassare la nuova indennità della Naspi – sono parole di Caramelli – non sono di per sé molto stringenti: basta un impiego per almeno 30 giorni nell’ultimo anno e avere alle spalle più di 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni. E’ sulla durata dell'indennità, però, che, in attesa delle circolari Inps, si registrano le note dolenti: il sussidio della Naspi, infatti, verrà riconosciuto per un periodo pari alla metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi (in passato erano 9 mesi per 52 settimane), ma nel calcolo della durata pare che non si terrà conto dei periodi di lavoro precedenti, per i quali il dipendente ha già beneficiato dell’assegno di disoccupazione».
«In questo modo – aggiunge Gualtieri – si perderebbe anche il bonus Renzi, i cosiddetti contributi figurativi e l’eventuale assegno familiare. Cisl si sta muovendo con l’Inps perché esca quanto prima una circolare che chiarisca riguardo ai contributi degli ultimi quattro anni (2011- 2015) laddove sono state erogate prestazioni di disoccupazione. La retroattività sarebbe drammatica. In questa fase è importante informare su Naspi e anche sull’Asdi, che è il sostegno successivo alla perdita della Naspi, finanziato però solo per il 2015».
«E’ un pacchetto di norme indubbiamente complicato e con effetti di lungo periodo – conclude Caramelli – che da un lato allargherà la platea, dall’altro penalizzerà alcuni che maturavano il diritto ai vecchi ammortizzatori sociali».
Di certo c’è che il dipendente stagionale, che prima poteva contare su una copertura economica certa per il semestre successivo, prima dell'inizio di un nuovo periodo di lavoro estivo, adesso avrà qualche paletto in più. Non solo. I dipendenti stagionali con impieghi discontinui (un cameriere o un barista, per esempio), cioè che hanno lunghe pause tra un’assunzione e l’altra, consumeranno l’indennità di disoccupazione ben più rapidamente e avranno quindi dei mesi sguarniti prima degli altri, cioè del collega che ha lavorato per lo stesso tempo ma in maniera più lineare e continua.
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