Sicurezza
Schettino aspetta la decisione dei giudici del riesame
I giudici chiamati a decidere sul suo arresto. La difesa: l'ex comandante non fugge. I Pm fiduciosi
FIRENZE. Già col fardello di una condanna a 16 anni e un mese, Francesco Schettino, pur libero, ripiomba nell'ansia dell'attesa per la decisione di un tribunale: quella sul suo arresto in carcere. Stavolta tocca ai giudici del riesame di Firenze occuparsi di lui. Da oggi pomeriggio, mercoledì 25, sono riuniti in camera di consiglio per decidere sulla richiesta di arresto rinnovata dalla procura di Grosseto. La decisione potrebbe arrivare massimo nel giro di 5 giorni.
Una misura che è già stata respinta dal tribunale ordinario di Grosseto ma gli inquirenti non demordono. C'è pericolo di fuga, dicono. Con una condanna pesante - una tesi dei pm - è più che mai fondata la possibilità che Schettino accarezzi l'idea di scappare dall'Italia. I sostituti Alessandro Leopizzi e Stefano Pizza, in aula a Firenze, uscendo dalla discussione - circa tre ore di confronto con la difesa di Schettino, ad assistere all'ultima parte dell'udienza c'era il pg di Firenze Tindari Baglione -, non hanno fatto dichiarazioni ma hanno mostrato una certa fiducia: Schettino, secondo quanto hanno lasciato capire, potrebbe davvero finire in carcere.
Quindi emerge che il video della trasmissione tv de Le Iene, dove un suo emissario, Francesco Pepe, "abbocca" alla proposta di far partecipare il comandante della Concordia all'Isola dei Famosi, non sarebbe l'unica prova "nuova" che avvalora il sospetto degli inquirenti. Ci sarebbero elementi aggiuntivi emersi da quell'abbozzo di trattativa, che risale al novembre 2014. Contatti che non portarono a nulla, perché Schettino - imputato nel pieno del processo - rinunciò a partecipare al 'reality show' e la questione non ha avuto seguito finché non stata mandata in onda dopo la sentenza del processo di Grosseto.
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Tuttavia negli stessi contatti circolò anche una cifra di oltre 2 mln di euro come presunto compenso per il comandante in caso di sua partecipazione all'Isola dei Famosi. "Non ci fu nessuna proposta scritta, non ci fu nulla", hanno detto ai giornalisti i difensori, gli avvocati Donato Laino e Saverio Senese, quest'ultimo da poco incaricato da Schettino dopo la rinuncia al mandato dell'avvocato Domenico Pepe. E comunque "la trasmissione tv delle Iene non ha alcun valore processuale" ed "è stata mandata in onda quando il giudicato" del processo sulla Concordia "era già stato emesso". "Gli inquirenti l'hanno portata dopo e comunque da essa emergono personaggi dai quali emerge un'attività ambigua e incerta", hanno detto gli avvocati Senese e Laino. "In quella trasmissione ci sono persone che avevano altri interessi", hanno specificato.
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Schettino non era a Firenze oggi, mercoledì 25. Ma a casa in attesa della decisione, ha riferito l'avvocato Laino. Schettino, libero, si divide fra il paese di origine, Meta di Sorrento (Napoli), e Roma, mentre cura l'uscita del suo libro sulla vicenda della Concordia. "Se Francesco Schettino avesse voluto scappare, sarebbe già andato via in tre anni" dal naufragio della Concordia "cosa che non ha fatto. Non ha nessun interesse a fuggire, nè la volontà, nè la possibilità. Lui ritiene di potersi difendere. Molte cose non sono state ancora chiarite e ritiene che è necessario per lui essere presente al giudizio di appello".
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