Gioco
Chiesa gioiello in pericolo La burocrazia frena i lavori
Arcidosso, Santa Lucia delle Schiacciaie custodisce una rarissima trinità tricefala L’umidità la minaccia e un privato la vuol restaurare ma da un anno tutto è fermo
ARCIDOSSO. Riuscirà la burocrazia a uccidere la Trinità tricefala di Santa Lucia delle Schiacciaie di Montelaterone? Tutti sperano di no, ma la morsa dei vincoli, delle autorizzazioni, dei documenti non scherza. Eppure, il progetto di ripristino di Santa Lucia delle Schiacciaie va avanti. Lo ha assicurato l’assessore Marco Pastorelli all’ultimo consiglio comunale di Arcidosso, anche se, pare, l’iter burocratico che mira a salvare dal degrado la splendida cappella quattrocentesca di Santa Lucia delle Schiacciaie ai piedi di Montelaterone va a rilento.
Sembra proprio la burocrazia la prima nemica di questo oratorio, ricordato già in età medievale, citato come edicola nel 1400 e che fino a poco tempo fa non si sapeva a chi appartenesse di diritto, questione, questa, che impediva ogni forma di finanziamento che la riguardasse.
La singolare vicenda sulla proprietà di questa chiesa è stata spiegata poco più di un anno fa da un atto del 7 ottobre 1935, nel quale si leggeva che le famiglie Tiberi e Cassani la donavano al popolo di Montelaterone. Ciò che mancava era però l’atto formale di passaggio al patrimonio ecclesiastico dell’Arcidiocesi, avvenuto di recente.
Un piccolo gioiello, Santa Lucia delle Schiacciaie, a pianta rettangolare, con abside piatto e con la volta a botte interamente affrescata con pitture quattrocentesche raffiguranti, sopra l’altare, la Madonna col Bambino e i santi Bartolomeo e Luca, un’Annunciazione e, alle pareti laterali, altre figure di santi straordinari per bellezza, ma soprattutto unica per un’eccezionale Trinità, una specie di divinità a tre teste, che in Toscana si trova solo in un altro caso.
Tantissime, le iniziative per salvarla. Aveva cominciato Alessandro Bramerini col Comitato delle Schiacciaie, poi una petizione sottoscritta da 400 firmatari, molti di Montelaterone, e l’appello di “Sos patrimonio da salvare”. A sostegno, anche l’amministrazione comunale governata dall’ex sindaco Landi e dall’assessore Pier Paolo Camporesi. Aveva risposto a una richiesta di aiuto di Alessandro Bramerini, la Fondazione Bertarelli Tipa del Castello di Colle Massari, che si era dimostrata interessata a salvare la chiesina di Montelaterone, attaccata dall’umidità e dalle crepe, e ha mandato i suoi professionisti per sopralluoghi e il progetto di restauro.
È passato oltre un anno, al sindaco Emilio Landi è subentrato Jacopo Marini. Camporesi, diventato consigliere di minoranza, ha chiesto in consiglio comunale notizie sullo stato della pratica da lui seguita nella precedente legislatura.
Marini e il nuovo assessore all’urbanistica Marco Pastorelli hanno dunque chiesto notizie all’architetto Edoardo Milesi della Fondazione Bertarelli, che si occupa della gestione progettuale e burocratica. «In seguito alle integrazioni richieste dalla Soprintendenza – ha spiegato Milesi – si è ritenuta necessaria la stesura di un progetto di restauro che, per la conservazione dell’edificio, prevedeva interventi su tutti gli elementi strutturali o decorativi che compongono il manufatto. Tutto ciò al di là delle risorse economiche fin qui trovate. Mi preme rilevare che la procedura burocratica per il compimento delle opere di restauro si presenta particolarmente complessa: trattandosi di bene culturale del patrimonio ecclesiastico, il progetto deve essere vagliato dall’Ufficio per la Tutela dei beni culturali della diocesi e, quindi, dalla competente Soprintendenza». Insomma, purtroppo, ci sono ancora alcuni gradini prima di arrivare all’agognato traguardo.
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