Sicurezza
Caso ex Molendi, Lotti nominato perito del Comune
L’ingegnere deve calcolare la cifra che l’amministrazione dovrà pagare per chiudere la causa con Porta al Salnitro
MASSA MARITTIMA. C’è un pensiero fisso che non fa dormire sonni tranquilli all’amministrazione comunale. In perfetta linea con i nostri tempi, si tratta di un debito: la famosa causa Molendi, che ha visto la società avere soddisfazione sia in primo che in secondo grado di giudizio dopo la mancata realizzazione di una maxi opera ricettiva ai piedi del duomo di San Cerbone.
Un debito che si annuncia piuttosto oneroso, benché le due parti, pubblico e privato, siano ben distanti: il Comune offre 750mila euro come risarcimento danni, mentre la società Porta al Salnitro chiede cinque milioni. Perché se da una parte i tribunali hanno sancito che un risarcimento dovrà esserci, dall’altra non hanno individuato nessuna cifra ma soltanto dei criteri per poterla calcolare. Da qui, l’enorme differenza tra le due parti in gioco. E proprio per poter contare su una perizia più precisa possibile (e magari contenuta nei costi) l’amministrazione ha conferito questi calcoli a un tecnico decisamente esperto come Luciano Lotti, presidente dell’ordine degli ingegneri della provincia di Grosseto. Un super perito, insomma, a cui affidare una faccenda molto delicata per Massa Marittima e il suo futuro amministrativo. Perché questo risarcimento danni, qualunque sarà la cifra accordata dal giudice, andrà ad influire sui programmi amministrativi per diversi anni.
L’importo che l’ente dovrà versare alla società infatti non potrà essere coperto (legge alla mano) con l’attivazione di nuovi mutui o con la vendita di proprietà pubbliche. Ergo: l’unico modo per mettere insieme questa somma è andar a cercare i soldi nelle pieghe del bilancio, senza escludere, come ha detto nelle scorse settimane il sindaco Marcello Giuntini, la possibilità di aumentare alcune tariffe comunali. La speranza comunque è quella di non percorrere questa strada, tant’è che i tecnici del municipio sono al lavoro per accantonare tutte le risorse possibili già nella stesura del prossimo bilancio. Poi, a Lotti e ai collaboratori che gli vengono affiancati ,il compito di attenuare il colpo, tenendo necessariamente conto delle linee guida date dai tribunali.
Su alcune di queste c’è un accordo tra il Comune e la Porta al Salnitro per quanto riguarda i metodi di calcolo, su altri invece le trattative sono ancora in corso. È sempre così in questa storia: le due parti trattano ma non si trovano d’accordo. E dal primo momento, da quel lontano 1999, quando il ministero dei beni culturali pose il vincolo storico sull’area allora chiamata Molendi, stoppando di fatto il cantiere per la realizzazione di una struttura ricettiva e parcheggi interrati al cospetto di San Cerbone. Da qui la richiesta danni di cinque milioni, i ricorsi al Tar prima e al Consiglio di Stato poi, dove hanno avuto la meglio le ragioni del privato. L’amministrazione del tempo offrì o 750mila euro per chiudere la diatriba, sentendosi rispondere picche dalla Porta al Salnitro. Ora però una cifra precisa va trovata e saldata.
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