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Ato, Regione e M5s divisi sulla legge

Ato, Regione e M5s divisi sulla legge

Firenze difende la norma, per i pentastellati linee guida disattese

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GROSSETO. «Gli Ato per la gestione dei rifiuti istituiti dalla legge regionale sono pienamente legittimi e del tutto in coerenza con le previsioni delle norme nazionali in materia». Lo dice l’avvocatura regionale in risposta al M5s di Grosseto che, a partire dalla questione rifiuti che è scoppiata a Grosseto e le polemiche sollevate da molti Comuni contro l’Ato Toscana sud, ha elaborato i contenuti per un’interrogazione all’europarlamento, presentata il 16 marzo, in cui contesta l’esistenza delle Ato (Autorità di ambito territoriale ottimale) e la legge regionale 69 del 2011 che le ha istituite.

La normativa statale che ha ispirato la legge (cioè la legge 191 del 2009) «appare chiarissima – dice la Regione – nel demandare alle Regioni l’attribuzione delle funzioni sullo smaltimento dei rifiuti e la gestione del ciclo delle acque che erano in capo ai vecchi Ato. E altrettanto chiara è la sentenza della Corte costituzionale 128 del 2011 nell’evidenziare l’ampio margine di discrezionalità del legislatore regionale nell’individuare i moduli organizzativi più adeguati a garantire l’efficienza dei servizi, legittimando anche l’introduzione di forme di cooperazione fra i diversi enti territoriali interessati».

Le norme nazionali, ricorda l’avvocatura regionale, prevedono che siano attribuite ai Comuni diverse funzioni fondamentali, tra le quali quella dell’organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito comunale, compresa l’organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi. «Ma – prosegue la Regione – individuano anche nell’ente di governo d’ambito o bacino territoriale ottimale l’unico soggetto legittimato ad esercitarle. Pur rimanendo la titolarità della funzione di gestione dei rifiuti urbani in capo ai Comuni quindi, è stato reso obbligatorio l’esercizio attraverso l'ente di governo partecipato dai Comuni che ricadono nell’ambito di riferimento». Un’impostazione, conclude l’avvocatura, che è stata riconfermata anche dalla legge di stabilità 2015.

Di tutt’altro avviso il M5s di Grosseto. «Nella mozione – dice l’avvocato Claudio Fiori del M5s – si contesta la violazione del principio di sussidiarietà osservando che esso è stato rispettato solo in apparenza perché la legge regionale 69, dopo aver attribuito le funzioni formalmente ai Comuni, ha però stabilito che devono esercitarle obbligatoriamente attraverso l’Autorità». La violazione del principio sarebbe resa ancor più evidente dal fatto che la legge 135/2012 ha collocato l’organizzazione e la gestione del servizio relativo ai rifiuti tra le funzioni fondamentali dei Comuni.

«La figura dell’ente di governo –prosegue Fiori – non legittima affatto l’istituzione di nuovi organismi rispetto agli enti titolari delle funzioni perché, come precisano le linee guida della presidenza del consiglio dei ministri del 2013, l’esercizio congiunto di una funzione è distinto rispetto al trasferimento della stessa sicché gli enti di governo dovranno configurarsi non come nuovi organismi ma come strutture associative di enti locali».

Le linee guida precisano anche che l’estensione dei lotti di affidamento del servizio non deve coincidere con l’intero territorio dell’ambito perché una simile estensione risulterebbe troppo vasta e andrebbe a danno della concorrenza comparativa che la norma vuole invece favorire. La legge regionale anche qui andrebbe in direzione opposta.

Infine, la legge di stabilità 2015, che ha stabilito la partecipazione obbligatoria dei Comuni agli enti di governo. «La norma ha posto un obbligo di ingresso per i Comuni ma non è intervenuta sulla struttura degli enti di governo tal che le linee guida del 2013 mantengono inalterata la propria valenza», conclude Fiori.

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