Il Tirreno

Grosseto

la cgil

«Occorrono piano industriale e chiarezza nelle società»

«Occorrono piano industriale e chiarezza nelle società»

GROSSETO. «Il tutti contro tutti degli ultimi giorni sta alimentando una bagarre mediatica che lascia immutati i problemi, dando ai cittadini uno spettacolo confuso dal quale non credo riusciranno a...

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Il tutti contro tutti degli ultimi giorni sta alimentando una bagarre mediatica che lascia immutati i problemi, dando ai cittadini uno spettacolo confuso dal quale non credo riusciranno a comprendere molto. I sindaci o chi per essi, nel doppio ruolo di proprietari del servizio messo a gara e azionisti del gestore, stentano ad andare oltre i confini del loro comune, mentre la politica non assolve al compito di trovare sintesi positive, necessarie e urgenti».

Claudio Renzetti, segretario provinciale della Cgil, intervenie sulla gestione dei rifiuti e della differenziata in provincia di Grosseto.

Renzetti, cosa non le piace in questo dibattito?

«In Italia i ministri si dimettono da Vespa e non in Parlamento. Sarò antico, ma non mi piace che questa discussione, invece che nelle sedi opportune, venga fatta a colpi di comunicati stampa. Fra l’altro mi pare che i comitati abbiano evidenziato cose in gran parte condivisibili e che allo stesso tempo il direttore di Ato Sud (dato che il presidente è decaduto da tempo e l’assemblea dei sindaci non ci risulta che abbia mai individuato il successore) abbia detto cose di buon senso, evidenziando implicitamente limiti che non gli possono essere attribuiti come tecnico, visto che le risposte deve darle la politica».

Quindi?

«La priorità è dire che tipo di servizio si vuole. È necessario un piano industriale complessivo e di lungo termine, senza il quale il solo scambio di accuse rischia di provocare il dissesto del servizio e del gestore».

Il banco sembra saltato per malumori che covavano da tempo.

«La scelta l’ha fatta a suo tempo la politica ed è stata diffusamente condivisa: ora c’è un nuovo gestore per 109 Comuni dell’Ato Toscana sud e indietro non si torna, a meno di non avere a disposizione ingenti risorse economiche da buttare in penali e non pare che sia così. Oggi vanno sciolti alcuni nodi, altrimenti è complicato immaginare un servizio migliore, posti di lavoro in più e tariffe più basse».

La Cgil che ne pensa?

«Intanto pensiamo di aver avuto ragione insieme a Cisl e Uil nel criticare certe scelte, nel lontano e recente passato: è stato un errore tenere la parte ricca del ciclo, cioè gli impianti, fuori dalla gara. Rimediare a questo dovrebbe essere l’obiettivo prioritario per qualunque valutazione. Poi, proprio perché la situazione non è più quella di dieci anni fa, occorre che la politica (i sindaci) decida se l’assetto impiantistico dell’area vasta sud è ancora coerente, se gli impianti esistenti sono pochi,troppi, se vanno riconvertiti. In assenza di queste decisioni le tariffe non diminuiranno, ma aumenteranno i problemi ambientali e quelli occupazionali. Un gestore unico, per dimensioni è in grado di ammortizzare riorganizzazioni importanti senza perdita di posti di lavoro e di crearne di nuovi attraverso l’aumento della differenziata».

Quindi Sei non si tocca?

«Va deciso che tipo di gestione si vuole. Dopo l’affitto del servizio di oltre metà della provincia di Grosseto a Cooplat, fortemente contestato dai sindacati, adesso c’è la cessione delle quote societarie di Coseca a un altro partner industriale, Ecolat. Chiediamo di nuovo ai sindaci: l’intenzione era quella individuare un gestore unico o una stazione appaltante? Che ruolo avrà Ecolat una volta diventato proprietario di oltre il 10% della società? Se ognuno dei soci industriali deve avere il suo pezzetto da gestire direttamente si aumenta il numero dei soggetti che devono ottenere un guadagno ed è difficile pensare che possa avere un buon effetto in termini di contenimento di tariffa».

Lei ha richiamato il tema del piano industriale.

«Sì, perché va anche affrontato il problema della vetustà dei mezzi. Gestione sbagliata del parco mezzi e stallo di lungo periodo nell’esecuzione della gara hanno fatto sì che circolino sulle nostre strade mezzi che andavano rottamati anni fa. Non sono sicuri per chi li guida e sono gran parte del tempo in riparazione. Ma senza sapere che tipo di servizio si vuole dal gestore è impossibile per Sei investire in nuovi mezzi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa