Il Tirreno

Grosseto

ALBERESE

Marino, 88 anni: "Così ho messo in fuga il ladro"

Elisabetta Giorgi
Marino e Natalina Martellucci, 88 e 80 anni, vittime dei ladri ad Alberese (foto agenzia Bf)
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Marino e Natalina Martellucci, 88 e 80 anni, vittime dei ladri ad Alberese (foto agenzia Bf)

Dormiva con la moglie quando ha visto una luce in camera: ha capito che era un malvivente e l’ha inseguito fino in giardino

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ALBERESE. A volte l’età anagrafica conta poco. Con i suoi 88 anni d’età, Marino non ci ha pensato due volte e con un’eccezionale prontezza di riflessi si è alzato dal letto e ha imbracciato il bastone: una bella “giannetta” di legno col manico ricurvo. Poi è corso dietro al ladro e l’ha fatto scappare. Se l’era trovato in camera, a pochi centimetri dal cuscino suo e della moglie, e non ha esitato un attimo. «Avevo visto una lucina per le scale, poi quella lucina era entrata nella stanza. Lì per lì abbiamo pensato a un lampo fuori, poi si è affacciato un uomo in camera».

L’istinto è stato quello di alzarsi e ancora in mutande correre dietro al malvivente che si è dato alla fuga. Senza tentennamenti l’ha inseguito finché quell’ombra torbida non si è persa in lontananza.
Marino Martellucci ha 88 anni, sua moglie Natalina 80. Ex operai agricoli, hanno un figlio, Valerio, che di mestiere fa il vivaista a Grosseto. L’anziana coppia vive ad Alberese, il matrimonio dura 61 anni. «Abbiamo festeggiato le nozze di smeraldo».
Una vita colma di gioie ma anche qualche spavento e dolore, incluso l’ultimo che hanno vissuto, come sempre insieme, alcune notti fa nella loro bella casetta di in via del Geniere: un malvivente (o più d’uno?) è entrato a casa e ha provato a far man bassa di quel che trovava. La zona raccoglie un agglomerato di abitazioni gradevoli, dall’aspetto piacevole e rassicurante, molto sereno. Villette a schiera ben curate, piene di fiori, con un parcheggio di fronte, a due passi dalla locale stazione dei carabinieri. Lì davanti il cartello segnala che Alberese finisce: siamo quasi fuori dal paese, una zona un po’ “al confine” e forse considerata tale dagli stessi ladri che pensavano di passarla liscia.

«Oggi - dice la gente infastidita lì in paese - non c’è più rispetto per nessuno. Ci si approfitta anche di chi è in età avanzata…». «Forse- scrolla le spalle Natalina, classe ’35 con sano realismo - i ladri sono venuti qua perché sanno che siamo anziani e ci vedono più deboli di altri...».
Deboli? «Mio padre - racconta il figlio della coppia, Valerio Martellucci - nonostante l’età e le condizioni fisiche ha inseguito il ladro fino al cortile, in mutande e col bastone...» (non con l’accetta, com’era stata data notizia in un primo momento, ndr). Lo racconta lui stesso, Marino, accogliendoci in salotto col suo sorriso buono, un po’ offuscato dalla malinconia. «Ero a letto - racconta lui - quando ho visto le luci sulle scale e Nata, ho detto, mi sa che c’è qualcuno in casa». Lei: «Macché, vedrai che saranno i lampi della stagione, forse lampeggia. Sarà qualche baleno». «Poi abbiamo guardato per bene. In camera c’era uno vestito un po’ chiaro..». Marino si è messo seduto, poi si è alzato. «Sono sceso». In mutande. Tempo di infilarsi i pantaloni e le scarpe, è andato subito a guardare. «Ho visto dov’era passato il ladro: nell’altra camera c’era tutta la roba sul letto, i cassetti rovesciati. Sono venuto giù in salotto, avevo preso il bastone e gli sono andato dietro fin qui al giardino (indica). Alla fine il ladro se n’è scappato di qui».

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Paura? «Ora sì, a ripensarci», dice lui pensieroso. E Natalina? «Mah, io non sono tanto paurosa. Lì per lì gli ha anche detto: lascia stare Marino. Poi, quando ho capito, certo che mi sono spaventata».
Il timore è forte anche nel figlio Valerio, accorso dai genitori e che - tiene a dire - subito dopo ha aderito al Comitato Uniti per una Maremma migliore, «per vedere se si riesce a far qualcosa...». Due anni fa i ladri sono entrati anche da lui, sventrando la cassaforte; mentre la stessa notte del furto a casa Martellucci è toccato qualcosa di simile al podere di Andrea Maistrello, sempre ad Alberese ma in campagna. Una bella zona immersa nel verde, un po’ isolata. «Da me i ladri - dice Andrea - sono entrati verso le 5. Ero sveglio».
Per entrare nel casale bisogna salire alcune scale esterne. E il ladro le ha salite, arrivando fino alla porta. Il proprietario ha sentito una serie di colpetti; l’ingresso risulta sfondato in un punto. «Mi sono alzato, ho sentito qualcuno che cercava di aprire. Gli ho urlato: che fai?

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di Redazione web