Il Tirreno

Grosseto

Il Mulinaccio medievale riemerge dall’oblio

di Fiora Bonelli
Il Mulinaccio medievale riemerge dall’oblio

Un gruppo di una quindicina di volontari ha rimosso arbusti ed erbacce Avevano avvolto l’edificio che si affaccia sulle rive dell’Ente a Arcidosso

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ARCIDOSSO. Il Mulinaccio di Arcidosso riemerge dall’oblio. Sabato e domenica, infatti, più di una quindicina di persone hanno imbracciato frullini, seghe, falci e falcetti e armati di entusiasmo e buona volontà si sono gettati in un’impresa che avrebbe scoraggiato anche i più intraprendenti: riportare alla luce l’antico mulino medievale delle Steccaie, sulla riva dell’Ente, che tutti conoscono come Mulinaccio, ricoperto da erbe infestanti, arbusti e alberi e praticamente non più visibile.

Per una decina d’ore complessive il gruppo, capitanato da Alessandro Bramerini e Andrea Pallari, si è dato da fare, lavorando di buona lena. Fra le 15 persone volontarie, c’erano operai agricoli, tagliaboschi, psicologi, geometri, muratori, assicuratori, agenti di commercio e tutti insieme hanno liberato l’antico edificio: «Anzi - commenta Alessandro Bramerini - due edifici. Siamo entrati anche dentro il Mulinaccio e abbiamo scoperto antichi marchingegni di ferro, enormi, che facendo girare le mole del mulino servivano, pare, anche a produrre energia idroelettrica. Abbiamo scoperto due gallerie, vecchie inferriate ancora in buono stato, manufatti di pietra di grande interesse. Peccato non ci siano più le macine, che sono state rimosse tempo fa e si può essere certi che il fabbricato sia stato saccheggiato in tutti i modi. Ma c’è rimasto un bellissimo manufatto di peperino che ancora non sappiamo a cosa servisse, si sono scoperte due gallerie, i resti di pietra di due canalette e oggetti in ferro».

I volontari, provenienti da Arcidosso, Montelaterone e Castel del Piano, hanno ripulito anche un lato del tratto del fiume Ente che costeggia i 2000 metri quadrati di edificio del Mulinaccio, liberando dagli arbusti e riscoprendo una cascata e il fiume che in quel tratto ha una discreta velocità.

Prossimo appuntamento dei volontari fra pochi giorni, con l’intervento di un professionista tagliaboschi: «Ci ha dato la disponibilità - spiega Bramerini - il titolare di un’impresa specializzata che verrà a titolo volontario a tagliare e togliere gli alberi che sono cresciuti proprio sul perimetro del Mulinaccio e anche dentro l’edificio. E’ un lavoro che possono fare solo gli esperti con attrezzature adeguate e per fortuna che abbiamo questo contributo. Segno - conclude Bramerini - che c’è tanta passione e tanto interesse attorno a un edificio di proprietà pubblica, che senza la nostra iniziativa mai nessuno avrebbe più visto. Noi lo mettiamo in grado di mostrarsi per lo meno come testimonianza di architettura medievale con un suo interesse storico e antropologico. Se poi in futuro ci potrà essere fatto qualcosa di più, meglio ancora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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