Sicurezza
Dopo Schettino, Moderno in lizza per il consiglio aperto
GROSSETO. Dopo Schettino, arriva la “monnezza”. Il teatro Moderno potrebbe di nuovo svestirsi, per un giorno, della sua funzione di luogo di spettacolo per ospitare, se non un processo, un dibattito...
GROSSETO. Dopo Schettino, arriva la “monnezza”. Il teatro Moderno potrebbe di nuovo svestirsi, per un giorno, della sua funzione di luogo di spettacolo per ospitare, se non un processo, un dibattito pubblico.
Il Movimento 5 stelle di Grosseto ha infatti chiesto che il teatro cittadino possa essere preso in considerazione dal Comune di Grosseto come sede del consiglio comunale aperto sulla raccolta e smaltimento dei rifiuti e sulla tariffa che ne deriva. Un consiglio che gli stessi pentastellati hanno chiesto – e ottenuto – si svolga prossimamente. La data non è ancora stata fissata ma in città c’è molta trepidazione, anche alla luce delle dichiarazioni sulla gestione della differenziata, e in particolare del porta a porta, rilasciate dall’assessore Giancarlo Tei e che hanno suscitato un animato dibattito.
Un consiglio comunale aperto è un’assemblea che, a differenza del consiglio comunale tradizionale, prevede che possa prendere la parola anche chi non è consigliere comunale, previo invito e approvazione.
I cinquestelle non si sono fatti pregare e hanno invitato a intervenire un poker di esperti: Rossano Ercolini, insignito di quello che viene riconosciuto come il premio Nobel per l’ambiente, il Goldman environmental prize; Roberto Barocci, portavoce del Forum ambientalista Grosseto e figura storica nella battaglia per la raccolta differenziata e per una gestione senza ombre dei rifiuti; e gli avvocati Claudio Fiori e Donatella Bonciani, attivisti cinquestelle ed estensori rispettivamente della mozione sul contratto Sei-Ato e sulle Ato.
In previsione di un forte afflusso di pubblico i cinquestelle chiedono che il consiglio aperto si tenga al Moderno (1003 posti) o in alternativa al teatro Industri (circa 300). (f.f.)
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