Attenzione
Tassi usurari ai danni di un commerciante
Finanziatore e riscossore a giudizio, il primo deve rispondere anche di tentata estorsione con minacce
GROSSETO. L’accusa è quella di usura, perché in due avrebbero preteso la restituzione di denaro per l’estinzione di prestiti con tassi superiori alla soglia di legge Per uno di loro c’è anche l’ipotesi di un tentativo di estorsione, perché per telefono uno degli imputati avrebbe minacciato il debitore: «Venditi tutto, prima che questi ti vengono a sparare...» e altro ancora.
Lucio Andreoli, 60 anni, e Walter Di Carlo, 52 anni, entrambi abruzzesi, sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare Marco Bilisari, che ha accolto la richiesta formulata dal sostituto procuratore Marco Nassi: la prima udienza dibattimentale davanti al collegio si terrà fra poco più di un mese, il 29 aprile. Tre le persone - si tratta di commercianti del settore abbigliamento - che si sono costituite parti civili con l’avvocato Marco Festelli, perché ritenute vittime dell’usura contestata e risultante dalle indagini della polizia di stato. La società che gestiva il punto vendita, e finita poi in liquidazione, aveva difficoltà di accesso al credito bancario e si era rivolta quindi a chi poteva fornire denaro per far fronte alle esigenze di liquidità.
Indagini delicate, nate dalla querela che uno dei tre aveva sporto nel marzo 2010 e che si erano articolate con varie testimonianze e soprattutto con la consulenza tecnica che doveva stabilire la consistenza dei tassi e l’eventuale superamento della soglia dell’usura. Secondo l’imputazione, Andreoli sarebbe stato il finanziatore e Di Carlo il riscossore di alcune rate di estinzione prestiti: si sarebbero fatti consegnare 139mila euro con tassi ritenuti usurari pari a 36mila euro, suoperiori alla soglia di legge fissata dalla legge del 1996. Il periodo preso in considerazione dal consulente della Procura va dal febbraio 2006 all’ottobre 2008: l’esperto ha messo a confronto gli importi finanziati (appunto i 139.266 euro) e quelli restituiti (188.255), ha valutato il saldo in linea capitale (36mila euro e spiccioli), ha evidenziato il tasso soglia (prevalentemente tra il 18 e il 19 per cento), ha indicato i giorni per il calcolo degli interessi e infine gli interessi stessi. Da questi calcoli, la Procura ha evidenziato la sussistenza del reato di usura e ha chiesto il processo.
Non solo. Andreoli deve rispondere anche di un tentativo di estorsione che si sarebbe sviluppato attraverso varie conversazioni telefoniche con il proprietario della srl titolare del negozio. «Se tu per le cinque non stai qua con le cambiali, sono c... tuoi, e la vedi direttamente con lui, con loro», avrebbe detto tra l’altro in un periodo di tempo tra il dicembre 2008 e il marzo 2009. «Adesso che arriva Walter dagli almeno 2000 euro, subito, gira, cercali... Che gli racconti a Walter? Quello ti spacca la faccia, ti rovina, ti manda all’ospedale, me l’ha detto... Loro alle sette stanno qui e te la vedi con loro...Dammi 10mila euro, se tu non me li dai quello venerdì sta sopra e non è bello perché non sale solo...».
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