Il Tirreno

Grosseto

Niente assessorato alla sicurezza

Niente assessorato alla sicurezza

Bocciata in consiglio comunale la mozione presentata dal centrodestra

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GROSSETO. Mozione bocciata. Passa la linea annunciata da tempo: Grosseto non avrà l’assessorato alla sicurezza. Almeno in questa legislatura. La maggioranza, assieme a M5s, Grosseto oggi e Sel, boccia la proposta dell’opposizione di centrodestra. In consiglio, tra i 22 presenti, finisce 15 a 7.

Niente assessorato con coperture finanziarie e personale ad hoc per contrastare l’escalation di micro criminalità nel capoluogo. Tutto come da copione. Sì, perché se è vero come è vero che Luca Agresti, il primo a illustrare l’atto, si è speso per far digerire la proposta alla maggioranza, è altrettanto innegabile che la decisione della parte sinistra della sala era presa da tempo. Basta pensare all’indicazione riportata proprio sulle colonne del Tirreno l’8 marzo scorso, quando durante un convegno organizzato a palazzo Aldobrandeschi per parlare di sicurezza, Emilio Bonifazi aveva confermato la sua contrarietà. Un’idea, confermata dal sindaco anche in consiglio, che fonda solide radici in un principio: esistono già precisi compiti e ruoli. Creare una struttura non servirebbe ad affrontare la faccenda. Il niet, dunque, non può stupire. Prova a lavorare ai fianchi della maggioranza, Luca Agresti (FI), tanto da sembrare, ad alcuni, persino troppo accomodante. Specie in quel «Nessuno, sindaco, pensa che questi drammi siano colpa dell’amministrazione. So che c’è attenzione sul tema della sicurezza». Poi entra nel concreto e snocciola contenuti. L’assessorato - spiega - potrebbe sostenere politiche per la prevenzione, con vademecum e altro; politiche di sostegno, con potenziamento dell’illuminazione pubblica, incentivi per chi vuole aumentare sistemi di sicurezza nella propria casa; politiche di controllo, con una fitta rete di videosorveglianza e l’utilizzo della municipale anche negli orari notturni. Picchia forte, secondo altri, forse, addirittura troppo, Luca Cerboni, (Ncd). In più di un passo del suo intervento, infatti, parlando dei furti nelle abitazioni entra a gamba tesa nella campagna elettorale per le Regionali. «Ricordo la foto del presidente Rossi con la comunità Rom. Tutti felici. Noi lo siamo un po’ meno». Cresce la tensione, poi Cerboni torna sui fatti e chiede posti di blocco permanenti all’ingresso della città. Mentre Claudio Pacella (civica Lolini) si accontenterebbe d'iniziare a vedere «Pattuglie con il lampeggiante acceso. Deterrente a costo zero». Punta al sindaco, invece, Fabrizio Rossi (FdI): «Succede che in questa città il sindaco si occupi meno della sicurezza e si occupi di altro». Tutto inutile. La mozione è bocciata.

Maurizio Bernardini

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