Il Tirreno

Grosseto

cibo scaduto alla elementare

Le famiglie promuovono petizioni e controlli fai-da-te

GROSSETO. I genitori infuriati per le merendine scadute da due mesi e diffuse ai propri figli dalla Camst fanno partire la raccolta firme. «Vogliamo controlli sulla qualità», chiedono. Al punto da...

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GROSSETO. I genitori infuriati per le merendine scadute da due mesi e diffuse ai propri figli dalla Camst fanno partire la raccolta firme. «Vogliamo controlli sulla qualità», chiedono. Al punto da far scattare una rete di verifiche sul cibo fa-da-te”. Primi o secondi prelevati dalla mensa della scuola (Se la normativa lo consente) e portati ad analizzare a proprie spese per capire quanto sia buono o meno quel che mangiano i propri figli.

Il caso è scoppiato in questi giorni, quando un gruppo di genitori ha protestato su quel che è successo ai piccoli alunni, una cinquantina di alunni della scuola elementare di via Sicilia. Il 4 marzo i bimbi (età circa 10 anni) sono andati in gita con la scuola: nel pranzo al sacco c’erano schiacciatine scadute due mesi fa (6 gennaio 2015) e diffuse dalla Camst, l’azienda che rifornisce le scuole (e non solo) di Grosseto in appalto per il Comune. I genitori sostengono che qualche bimbo si è sentito male accusando mal di pancia. Altri alunni hanno lasciato integra la schiaccia riportandola a casa, cosa che ha consentito ai genitori di scoprire la data di scadenza risalente a due mesi orsono. Sono scattati esposti e segnalazioni ai Nas e in Procura. La Camst ha risposto di aver attivato controlli con la ditta fornitrice che ha mandato la merce scaduta e col proprio personale che ha ricevuto la merce e l’ha distribuita ai bimbi. Il Comune di Grosseto, con l'assessore all’istruzione Giovanna Stellini, ha impugnato il contratto d'appalto e annunciato una sanzione amministrativa per la Camst, corrispondente a circa 350 euro a bambino (cira 16mila euro totali). In arrivo - ha detto Stellini - «è un’intensificazione dei controlli sui cibi». E proprio il tema dei “controlli” è diventato di prima necessità per i genitori.

Su Fb è nato in queste ore un gruppo Facebook “Comitato di controllo Camst” composto da qualche famiglia inviperita e che annuncia battaglia: appuntamento domattina alla scuola elementare di via Mascagni, dove saranno distribuiti i moduli per la raccolta firme oppure saranno ritirati quelli, già compilati, che sono stati diffusi via internet in queste ore. Tra le proposte dei genitori c’è quella di chi sostiene la necessità di «creare una rete di autoanalisi sul cibo dei nostri figli». Resta da capire bene in quale forma sia possibile e se la cosa sia fattibile; certo è che l’iniziativa è in piedi e pare consistere «nel prelevare una pietanza specifica alla consegna dei pasti e analizzarla dal punto di vista batteriologico e chimico in un laboratorio». Una rete di analisi sul cibo fai-da-te, a proprie spese. Con raccolta firme incorporata da spedire agli enti coinvolti.

Elisabetta Giorgi

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