Il Tirreno

Grosseto

Bonifica del Casone Solmine ricorre al Tar contro la Provincia

di Gabriele Baldanzi
Bonifica del Casone Solmine ricorre al Tar contro la Provincia

Inquinamento: la società contesta la legittimità e i parametri stabiliti per il superamento dei limiti

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SCARLINO. Quando si parla di bonifiche nell’area del Casone, il primo pensiero va al Panettone. Ma non c’è solo quello.

La società Nuova Solmine di recente ha presentato ricorso al Tar Toscana per chiedere l’annullamento di un provvedimento emesso dall’amministrazione provinciale di Grosseto alla fine del 2014, di cui si contesta il contenuto e il percorso amministrativo. Il provvedimento oggetto di ricorso è un report delle indagini preliminari nelle aree al confine con i lotti di bonifica del sito definito in carta GR 9000-01, di proprietà di Scarlino Energia, effettuate il 10 ottobre 2014, a cui si legano altri atti presupposti, connessi e consequenziali. Fin qui la fotografia tecnico-giuridica del contenzioso. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?

Si parla di inquinamento e bonifiche, anche se, tuttavia, inquadrare il braccio di ferro tra Nuova Solmine e istituzioni non è semplice.

Bisogna fare un poderoso review e riavvolgere il nastro all’indietro di qualche anno. Di almeno sei anni.

Il problema nasce a seguito delle analisi e dei controlli disposti a giugno e ottobre del 2009 dagli enti preposti riguardo alla bonifica del sito GR 9000-01, nell’area del Casone di Scarlino, ricadente in quota parte nella proprietà della società Scarlino Energia.

Qui alcuni lotti del sito, confinanti con i terreni di proprietà della ricorrente Nuova Solmine, erano risultati contaminati dalla presenza di ceneri e sterili di pirite e interessati dal superamento dei limiti di legge per il valore dell’arsenico; circostanze subito ricondotte alla responsabilità di Nuova Solmine.

Di conseguenza, nel 2010, era scattato l’obbligo ad attivare ulteriori indagini e le procedure previste per legge, atti precedenti al provvedimento impugnato. Nell’agosto del 2010, forte delle relazioni del dipartimento grossetano di Arpat, la Provincia (all’epoca guidata da Leonardo Marras) aveva prodotto una determinazione dirigenziale in cui, facendo riferimento ai controlli effettuati, si ordinava alla Nuova Solmine di attivare le procedure operative e amministrative per la bonifica del sito contaminato.

Quattro anni dopo - siamo a maggio del 2014 - la Provincia chiedeva conto delle bonifiche e con due comunicazioni a distanza di due mesi (una inoltrata a maggio, l’altra a luglio) sollecitava Nuova Solmine al rispetto di quanto disposto e notificato nel 2010, annunciando ulteriori e imminenti indagini.

In effetti, nell’autunno dell’anno passato, si è poi proceduto a monitorare di nuovo i lotti del sito inquinato, verificando tutti i parametri rispetto al superamento dei limiti di legge per l’arsenico e per la presenza di ceneri e sterili di pirite.

Alla fine, report alla mano (proprio quelli trascritti nel provvedimento oggetto di ricorso), la Provincia ha di nuovo intimato a Nuova Solmine di ottemperare a quanto prescritto dalla legge, in qualità di soggetto responsabile della bonifica. Come? Indicando chiaramente e subito gli interventi o le fasi progettuali future da porre in essere nelle aree contaminate, da sottoporre poi all’approvazione degli enti competenti.

Ed eccoci arrivati alle ragioni del ricorso. Nuova Solmine S.p.A. contesta la legittimità di tutti i provvedimenti ricordati: dall’attribuzione alla società della responsabilità in ordine alla contaminazione, ai parametri di riferimento adottati per stabilire il superamento dei limiti di legge delle sostanze. E ancora l’obbligo ad adempiere le procedure previste dal cosiddetto “Codice dell'Ambiente” a carico del soggetto responsabile dell'inquinamento.

Saranno i giudici del Tar Toscana, nei prossimi mesi, a stabilire chi ha ragione.

La Provincia, intanto, ha nominato gli avvocati per resistere in giudizio.

Spetterà al tribunale quindi stabilire chi dovrà procedere alla bonifica di quell’area, così come richiesto dalla Provincia e tante volte sottolineato anche dai comitati cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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