Il dolore
Social o non social, il dilemma dei sindaci
Tutti o quasi su Facebook, ma non tutti capaci e appassionati. Ecco come i primi cittadini raccolgono (o rifiutano) la sfida
GROSSETO. Sono Carla Benocci (Sorano), Luigi Bellumori (Capalbio) e Francesco Limatola (Roccastrada) i sindaci più social della Maremma. Postano almeno una volta al giorno, informano i cittadini-amici sulle attività comunali, dicono come la pensano su questioni nazionali e internazionali e, a volte, raccontano stati d’animo e vicende personali. All’opposto Andrea Benini (primo cittadino di Follonica), Luca Ricciardi (Campagnatico), Pierluigi Camilli (Pitigliano), Sabrina Cavezzini (Scansano) e Giampiero Secco (Seggiano). Questi cinque amministratori hanno scelto, infatti, di non compromettersi sulle piattaforme dei social network. Niente Facebook, mai intercettato un loro cinguettio.
Indossare la fascia tricolore all’epoca di Facebook può essere faticoso più che in passato, ma è anche un modo per coltivare consenso. E infatti 23 sindaci su 28 utilizzano FB, pochissimi Twitter.
Il pioniere. Pioniere di questa “moda” Luigi Bellumori, inquilino del municipio di Capalbio. È dal dicembre del 2008 che utilizza i social. Sul suo profilo sono state raccontate stagioni felici e crisi politiche. Migliaia gli scatti fotografici caricati in galleria: immagini con Renzi, Enrico Rossi e altri politici e uomini di cultura che transitano o soggiornano a Capalbio. Tutto pubblico, tutto visibile. Bellumori non si è mai sottratto al confronto. Su Fb ha raccontato i suoi compleanni, le delusioni, i momenti esaltanti come il ritorno in sella dopo la caduta. Qualche volta ha attaccato, altre ha subito critiche. Non passa giorno in cui non informi, a suo modo, i cittadini-amici, su ciò che sta facendo. «Ho cinquemila amici _ spiega _ cioè il massimo consentito e per far posto a chi continua a chiedermi l’amicizia, ogni tanto sono costretto a cassare qualche contatto. Dovrei fare un altro profilo, pubblico, su cui convogliare tutti gli attuali amici ma sono affezionato a questa bacheca…».
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Ci sono ma non ci fanno. Si trova su Facebook dal 2012, ma non lo utilizza mai, il primo cittadino di Magliano in Toscana, Diego Cinelli. «A postare nel mio diario sono soprattutto gli amici _ racconta _ io ho poco tempo e preferisco il contatto diretto con le persone. Anche quando ero in campagna elettorale ho usato pochissimo questo strumento». Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Franci, latitante da capodanno, quando utilizzò Facebook per mandare gli auguri a tutti i suoi amministrati. Marcello Stella, sindaco di Scarlino (debutto su FB nel 2010) permette di vedere la propria bacheca (e i rari post) solo agli amici; insomma un profilo non pubblico, non per tutti. L’ultimo lancio è del giugno 2014.
Il maestro di Scarlino... Molto diverso il predecessore di Stella, Maurizio Bizzarri, che avrebbe potuto tenere (da docente) un corso di comunicazione “social”. Quando era sindaco usava lo strumento ogni giorno e da qui ha lanciato campagne e notizie poi assurte alle cronache nazionali.
E l’allievo di Roccastrada. Chi assomiglia di più a Bizzarri oggi è Francesco Limatola (primo cittadino di Roccastrada). Viaggia alla ragguardevole media di 1,3 post al giorno da quando siede al primo piano del palazzone di Corso Roma. Prevalentemente parla delle attività svolte dal suo Comune, ma non solo.
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La promoter. Attraverso Facebook fa molta promozione del suo territorio (le Colline del Tufo) il sindaco di Sorano Carla Benocci, che nell’ultimo mese ha battuto addirittura Bellumori per numero di “lanci”.
I giovani. Un taglio a metà tra privato e pubblico lo ha dato _ al proprio profilo _ Alessandra Biondi, sindaco di Civitella-Paganico.
I giovani tricolori di Montieri e Monterotondo, Verruzzi e Termine, hanno entrambi padronanza del mezzo, ma il primo risulta molto più presente, con divagazioni politica (molto visualizzate) che ogni tanto vanno oltre la cronaca amministrativa locale.
Tra pubblico e privato. Altri due primi cittadini appassionati di “faccialibro” sono Romina Sani (Cinigiano) e Sergio Ortelli (Isola del Giglio). Ortelli lo usa soprattutto per divulgare articoli di giornale e servizi che parlano del Giglio, ma anche foto e considerazioni personali. Idem la Sani, che alterna il privato al pubblico. Foto con la fascia e scatti in costume.
Il sobrio e il veterano. Parco e concreto, nei post, Federico Balocchi (Santa Fiora), un caso a sé è Marcello Giuntini (Massa Marittima). Frequenta Facebook da quasi sette anni (è il più longevo) e già dalla foto-profilo (dove è ritratto abbracciato alla moglie) si capisce che sui social vuole essere considerato cittadino prima che sindaco. Il report delle sue attività racconta di come preferisca commentare nelle bacheche di altri (e non necessariamente politica), piuttosto che postare in proprio.
Quello che si fa in quattro. Ben 4 status per Arturo Cerulli, un profilo pubblico da sindaco (inattivo dall’estate 2014), due di autopromozione politica e uno privato (con post visibili solo agli amici), dove si scherza, si parla e si fotografa di tutto: dieta, famiglia, eventi.
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