Il Tirreno

Grosseto

Federico patteggia 5 mesi per il pugno all’ex Jessica

di Pierluigi Sposato
Federico patteggia 5 mesi per il pugno all’ex Jessica

In due minuti, il tempo che ha impiegato il giudice a leggere il dispositivo, è calato il sipario sull’aggressione che aveva mobilitato tutta l’Italia

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Un paio di minuti, non di più. Il tempo che il giudice Marco Bilisari ha impiegato a leggere il dispositivo del patteggiamento. Poi sulla vicenda di Jessica Rossi picchiata da Federico Capponi, all’epoca suo fidanzato, è calato il sipario.

Senza i protagonisti, senza i riflettori che avevano accompagnato invece un anno fa la denuncia di lei, che aveva pubblicato le foto del suo volto tumefatto per denunciare l’episodio, avvenuto giusto un anno fa nell’auto che da Albinia marciava verso la Giannella. Da una parte il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, dall’altra il difensore di Federico, l’avvocato Alessandro Risaliti, che aveva proposto l’accordo per 5 mesi. E cinque mesi sono stati. Lesioni non gravi perché il medico legale Rossano Santori ha stabilito che la guarigione sarebbe avvenuta in un tempo non superiore ai 30 giorni e che per quel pugno sul naso non ci sarebbero stati «postumi permanenti di rilevanza penale». Così l’imputazione iniziale si è alleggerita e a Federico non sono state attribuite le aggravanti.

Non ci sarà un dibattimento a chiarire nei dettagli cosa sia avvenuto. Non saranno chiamati i testimoni - due operai marocchini che avevano assistito da poca distanza all’episodio - a ricostruire quel gesto violento che aveva colpito il volto della ragazza. Il patteggiamento ha messo fine a una vicenda che era arrivata fino a Firenze - dal presidente della Regione, Enrico Rossi, che le aveva consegnato il Pegaso d’oro - fino a Roma - dal presidente della Camera, Laura Boldrini - oltre alla visita a casa del sindaco Emilio Bonifazi. Una vicenda che era rimbalzata sugli schermi televisivi, con le troupe inviate in Maremma e con la ragazza, costretta a indossare il collare per motivi di salute, invitata a raccontare la sua verità. Anche Federico aveva parlato davanti alle telecamere; per lui si era speso anche il suo difensore, intervenendo su una vicenda che aveva assunto una dimensione mediatica impressionante.

Da una parte la verità di Jessica, corroborata dal suo stato di salute e dalla registrazione con l’Iphone degli attimi dell’aggressione. Da una parte la verità di Federico («un colpo involontario, stavamo discutendo sì, ma io avevo dovuto evitare un camion»), che pure era stato obbligato dal giudice a restare nel territorio di Orbetello, dove abita, dopo una seconda denuncia di aggressione da parte di Jessica, pochi giorni dopo, in un locale.

Sarebbe dovuto essere il colloquio chiarificatore per una storia arrivata al capolinea, quello avvenuto in auto; si è trasformato in un caso portato all’attenzione di tutta l’Italia. Storie tra ragazzi finite davanti a un giudice.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web