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Grosseto

«Scelte sulle nostre teste»: nei piccoli Comuni tira aria di rivolta

«Sulla questione dei rifiuti è necessario far chiarezza». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, fra i più battaglieri sul tema, non ci sta a essere definito “rumoroso”. Definizione non rivoltagli...

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«Sulla questione dei rifiuti è necessario far chiarezza». Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, fra i più battaglieri sul tema, non ci sta a essere definito “rumoroso”. Definizione non rivoltagli espressamente, ma da lui “percepita” durante le assemblee dell’Ato dove Capalbio, come altri Comuni, ha un peso minore perché più piccolo. Così che a decidere _ dice Bellumori _ «sono quei quattro o cinque Comuni che hanno le sedi degli impianti e fanno la politica industriale dei rifiuti». Bellumori quindi come sindaco non ci sta a fare da capro espiatorio ai ritardi che sovente, sostiene, vengono implicitamente attribuiti ai piccoli Comuni: «dopo che alcuni Comuni fanno il bello e il cattivo tempo additare le responsabilità per un,assenza di programmazione a noi ci fa arrabbiare. Noi piccoli Comuni a passare da brutti e cattivi non ci stiamo. Non siamo i responsabili del fallimento». Ora più che mai dunque Bellumori vuole andare avanti con la sottoscrizione – prevista per il 24 marzo insieme ad altri Comuni del sud della provincia _ del protocollo per affidare a un soggetto terzo l’analisi dei costi del servizio con Sei. Analisi, spiega, «volta a difendere i diritti dei cittadini ad avere un servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti adeguato alle normative europee, al buon senso e alla massima economicità possibile, caratteristiche tutte disattese dal percorso intrapreso dai vertici di Ato Toscana sud e Sei Toscana». Critico nei confronti dell’Ato anche il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli. «Quello che non mi va giù _ dice _ è che non si proceda con la differenziata. E mi vergogno che non si spinga su questo aspetto che reputo rilevante nel concetto di mondo pulito e civile». I Comuni di Scansano, Monte Argentario, Capalbio, Manciano, Sorano, Orbetello, Isola del Giglio e Magliano, dunque, sono più decisi che mai ad andare avanti. E per fare più «rumore» il 26 marzo si stringeranno in coordinamento con Subbiano, Pergine, Bucine, Colle val d’Elsa, Casole d'Elsa, Pratovecchio/Stia, Castel San Niccolò, Montemignaio, Poppi, Bibbiena, Chitignano, Ortignano,, Raggiolo, Chiusi della Verna, Castel Focognano, Talla, Capolona, San Sepolcro. Tutti uniti nella battaglia contro l’Ato. (i.a.)

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