Il dolore
Patteggia cinque mesi per le botte a Jessica
Si chiude la vicenda penale a carico di Federico Capponi, accusato di aver picchiato la sua ex durante una lite
GROSSETO. Il giudice Marco Bilisari ha ratificato l’accordo raggiunto tra accusa e difesa: si è chiusa dunque alle 9,30 di venerdì 21 marzo con il patteggiamento la vicenda di Federico Capponi, 25 anni, accusato di aver aggredito e ferito l’ex fidanzata Jessica Rossi, 22 anni, nel corso di un litigio avvenuto in auto nella zona tra Albinia e Orbetello.
Lesioni volontarie semplici l'accusa, per la quale è stata giudicata equa una pena di cinque mesi, con i benefici della sospensione e la non menzione. Il perito, il medico legale dottor Santori, aveva stabilito che quelle subite da Jessica erano lesioni guaribili in un tempo non superiore ai trenta giorni. Tali comunque da non lasciare postumi permanenti di rilevanza penale. Così il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha modificato l'imputazione iniziale, alleggerendola, e su questa base il difensore di Capponi, Alessandro Risaliti ha proposto il patteggiamento prima della conclusione delle indagini preliminari.
Nessuna aggravante è stata quindi attibuita al giovane. Adesso la vicenda potrebbe proseguire in sede civile con un eventuale richiesta di danni da parte di Jessica.
La vicenda è notissima, divenuta anche un fatto di rilevanza nazionale per la scelta della giovane grossetana di mostrarsi pubblicamente con il volto tumefatto e di raccontare tutto davanti a taccuini e telecamere.
Era il marzo del 2014 quando Jessica rese noto il fatto pubblicando le foto con gli effetti dei colpi ricevuti. Lei era andata ad Albinia , dove abita Federico, per un chiarimento, ed era salita sull’auto del giovane. Da lì sono andati alla Giannella. «Mi ha dato uno schiaffo sui denti - aveva raccontato - volevo aprire lo sportello per scendere ma lui mi strattonava. Allora ho fatto partire la registrazione». Aveva preso l’iPhone e registrato la voce di lui: «Ma che fai? Ti ammazzo», E, dopo averle strappato di mano il telefono, le ha spaccato il naso. «Mi sono vista allo specchio - disse ancora Jessica - mi grondava tutto il sangue».
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Nei giorni e nei mesi successivi Jessica fu anche ricevuta dalla presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, che la indicò come esempio di coraggio per tutte le donne che subiscono violenza.
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