Sicurezza
Lamioni: «Firmai per 28 sindaci»
L’ex presidente dell’Ato nega responsabilità sul contratto “capestro” del 2005
GROSSETO. «Primo: è una mancanza di correttezza parlare di “Convenzione Lamioni-Unieco”, visto che si tratta della convenzione “Ato 9-Unieco”. Secondo: la firma fu preceduta da un’autorizzazione dei soci dell'Ato, cioè tutti e ventotto i Comuni grossetani. Terzo: quella convenzione è del 2005 e io dal 2007 non sono più presidente dell’Ato: se la ritengono sbagliata che la cambino».
Giovanni Lamioni, presidente della Camera di commercio di Grosseto, non ci sta a passare per il responsabile della convenzione che dieci anni fa ha inchiodato i Comuni grossetani a un contratto con la società Futura _ gestore dell'impianto delle Strillaie _ che prevede che fino al 2033 all’impianto vadano conferite ogni anno oltre 91.000 tonnellate di spazzatura.
Secondo gli ambientalisti questo obbligo blocca lo sviluppo della raccolta differenziata spinta e di tutti i vantaggi che ne derivano.
Per questo ieri gli ambientalisti hanno invitato i “responsabili” di quella convenzione a chiedere scusa e a rimediare, chiamando in causa Lamioni.
«Non mi piace che si facciano strumentalizzazioni _ dice Lamioni _ Quella convenzione, e questo è il quarto punto, era un atto con valenza tecnica, preparato e redatto dai tecnici dell’Ato: Andrea Corti, direttore dell'Ato, e Arturo Bernardini per il Comune di Grosseto. Poi l’assemblea dei sindaci dette l'avallo politico: io non l’ho scritta né avallata politicamente: ero solo il rappresentante legale dell’Ato. Che dovevo fare? Un corso accelerato d’ingegneria dei rifiuti?».
Secondo Lamioni, dunque, è sui sindaci che compongono l’assemblea dell’Ato (nel 2005 i ventotto della provincia di Grosseto; oggi i centotré delle province di Grosseto, Siena e Arezzo) che ricade la responsabilità di aver sottoscritto la convenzione.
Lamioni resta però il presidente della Camera di commercio e di Confartigianato. E in questa sua veste, secondo gli ambientalisti, potrebbe avere ancora voce in capitolo nella partita dei rifiuti.
La filiera della differenziata _ dicono i comitati che si battono per la raccolta virtuosa _ offre enormi possibilità di sviluppo per le aziende del settore, come dimostra l’esperienza di molti territori del nord Italia. Cosa aspettano _ chiedono gli ambientalisti _ gli imprenditori a investire nel Grossetano?
«È chiaro sono interessato a tutto ciò che ipotizza opportunità professionali _ dice Lamioni _ e apprezzo l’approccio degli ambientalisti che non evidenziano solo criticità ma fanno anche delle proposte. Certamente come presidente di Confartigianato e come presidente della Camera commercio do la mia disponibilità a ragionare sulle opportunità che il corretto utilizzo del ciclo dei rifiuti può offrire al tessuto degli artigiani. Li aspetto: parliamone». (f.f.)
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