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Immigrazione irregolare Giallo su chi fece denuncia
GROSSETO. Si colora di giallo la vicenda di Allal Limni, cittadino marocchino 31enne, che cinque anni fa si era presentato alla polizia denunciando di essere stato chiamato in Italia per un posto in...
GROSSETO. Si colora di giallo la vicenda di Allal Limni, cittadino marocchino 31enne, che cinque anni fa si era presentato alla polizia denunciando di essere stato chiamato in Italia per un posto in un'azienda agricola e di non avere però mai lavorato lì.
Nel processo che si aperto nei confronti di Carmine Mazza, 61 anni, per aver favorito la clandestinità di Allal e di altri otto connazionali all'azienda "Il Poggio Verde" al Terzo (tra l'altro pagando 8mila euro), è emersa l'ipotesi che la denuncia possa essere stata presentata per allungare i tempi di permanenza in Italia, visto che in quei giorni stava scadendo il permesso di soggiorno. Lo ha detto l'ispettore della polizia di stato, Gennaro Guarente, rispondendo alle domande dei difensori di Mazza, gli avvocati Lottini e Lombardi. L'ufficiale di polizia giudiziaria, a quel tempo alla squadra Mobile, ha ricostruito l'iter. La richiesta di visto c'era per Limni; il visto era stato concesso e la pratica era stata sottoscritta dallo straniero e dal datore di lavoro (ma in date diverse, il novembre 2008 e il gennaio 2009). Ma l'assunzione non era stata perfezionata, se è vero che né all'ufficio del lavoro né all'Inps risultano iscrizioni o versamenti di contributi. Lavoro in nero? Possibile, ma non documentato. Non c'è la prova che gli altri otto siano mai entrati in Italia. E comunque il giovane africano era sparito dopo aver presentato denuncia. Al numero di cellulare lasciato alla polizia rispondeva un altro straniero; il pm Ferraro ha poi spiegato che era stato espulso dall'Italia nel maggio 2010. Dov'è adesso? Secondo i difensori la testimonianza in aula di Limni è fondamentale; secondo i giudici (Puliatti presidente, Muscogiuri, Stramenga) si può invece acquisire il verbale di denuncia perché il pm ha fornito prova che l'uomo è irreperibile. Prossima udienza a marzo 2016.(p.s.)
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