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«Il marittimo morì annegato, il cuore non c’entra»

«Il marittimo morì annegato, il cuore non c’entra»

PORTO SANTO STEFANO. «Francesco Ubbriaco morì per asfissia da annegamento. Sono arrivato a questa conclusione dopo aver escluso che si trattasse di un'insufficienza cardiaca: non c'è l'edema...

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PORTO SANTO STEFANO. «Francesco Ubbriaco morì per asfissia da annegamento. Sono arrivato a questa conclusione dopo aver escluso che si trattasse di un'insufficienza cardiaca: non c'è l'edema polmonare tipico».

Lo dice il professor Mario Gabbrielli, medico legale di Siena, chiamato a riferire al giudice Andrea Stramenga le cause di morte del marittimo di 59 anni, avvenuta il 26 giugno 2011, al largo tra Porto S.Stefano e il Giglio. Per quella morte (omicidio colposo legato alle violazioni delle normative di sicurezza) sono imputati il figlio Salvatore, 40 anni, comandante della Nuova Provvidenza Cangitano, e l'armatrice Maria Grazia Galatolo, 49 anni, imputata in qualità di rappresentante legale della m/p Primula di Baroni Alessandro snc. Non avrebbero impedito a Francesco Ubbriaco di salire a bordo nonostante che la visita biennale di idoneità fosse scaduta.

Secondo l'imputazione, il marittimo stava lavorando sul divergente di dritta (uno dei due attrezzi che servono per allargare la rete), appoggiato in orizzontale sulla murata dell'imbarcazione: a causa del cedimento del divergente e della rotazione, Ubbriaco era finito fuori bordo, investito dalle catene di ritenuta del divergente nelle quali era rimasto intrappolato. L'imbarcazione non sarebbe stata dotata dei dispositivi antiscivolo e antisdrucciolo.

Potrebbe essere morto per un infarto? «Il cuore non era bello - risponde Gabbrielli - Diciamo che in linea teorica un cuore sensibile potrebbe cessare di battere in seguito a bruschi eventi emozionali, come anche il solo cadere in acqua. Ma qui il motore, la pompa, non ha ceduto». Non c'è acqua nei polmoni… «Ma non vuol dire niente» risponde il consulente del pm, come non vuol dire niente l'edema cerebrale perché questo si presenta in tutte le morti. Quanto tempo passa tra l'ingresso in acqua e la morte? chiede il pm onorario Alessandro Bonasera: «Poco, quattro-cinque minuti».

Sentita anche la capitaneria di porto, con l'allora comandante Capozzella, il giudice ha fissato una nuova udienza per settembre, così da chiudere l'istruttoria. Saranno sentiti anche i due imputati.(p.s.)

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