Gioco
I grossetani sulla Fascinosa «Stiamo bene, proseguiamo»
GROSSETO. Stanno bene e hanno lasciato la Tunisia alle 2 di giovedì 19 (direzione Palma di Maiorca) i quattro grossetani che si trovano a bordo della nave da crociera Costa Fascinosa. Durante l’atten...
GROSSETO. Stanno bene e hanno lasciato la Tunisia alle 2 di giovedì 19 (direzione Palma di Maiorca) i quattro grossetani che si trovano a bordo della nave da crociera Costa Fascinosa.
Durante l’attentato terroristico al museo del Bardo di mercoledì, la Fascinosa aveva fatto sosta al porto di Tunisi e in molti turisti (non i grossetani) avevano scelto proprio questa visita, una delle attrazioni principali della capitale tunisina. Gli aggiornamenti, nelle ultime 24 ore, sono arrivati attraverso i social network, dove a turno Sergio Papini, Roberta Rosi e l’altra coppia, Fabio Profetti e Roberta Ciacci, hanno postato notizie sull’evolversi della situazione.
«L’umore non e più lo stesso per gli eventi che sono successi alle persone che erano in nave con noi e ci dispiace tantissimo. Per adesso non torniamo anche se il comandante ci ha dato la possibilità di prendere il volo e rientrare a casa. Siamo riusciti a connetterci su internet e a tutti gli amici e soprattutto ai nostri figli vogliamo dire che stiamo bene. Ci hanno proposto di prendere un aereo a Palma ma noi abbiamo rifiutato. Non abbiamo più il solito spirito ma continuiamo la nostra crociera».
I grossetani avevano prenotato la loro vacanza all’Agenzia di viaggi ‘Spostamenti Tour’, nel centro cittadino. Il rientro è previsto nel fine settimana. Dopo aver toccato Civitavecchia, Palermo e appunto Tunisi, oggi era prevista una sosta alle Baleari, sabato a Marsiglia e domenica il rientro in Liguria.
Intanto bandiere a mezz’asta al Comune di Orbetello in segno di lutto per i morti di Tunisi. La giunta e il consiglio comunale esprimono cordoglio e solidarietà alle famiglie delle vittime e alla città di Torino, a nome di tutta la popolazione locale. «I Comuni – afferma il sindaco Monica Paffetti – devono essere uniti per dare un segnale forte contro il terrorismo, che colpisce là dove può far più male: le persone comuni, i civili, perché è il modo più efficace per seminare il panico».
Gabriele Baldanzi
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