Il Tirreno

Grosseto

Corti: «L’ostacolo non è la convenzione»

di Francesca Ferri

Il direttore dell’Ato Toscana sud: «Le Strillaie possono funzionare anche a sola differenziata. E i patti sarebbero rispettati»

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GROSSETO. La convenzione del 2005 tra il “vecchio” Ato 9 (oggi Ato Toscana sud) e società Unieco (oggi Futura) che gestisce l’impianto di trattamento dei rifiuti delle Strillaie è davvero l’ostacolo allo sviluppo della raccolta differenziata in provincia di Grosseto, perché prevede il conferimento di quantità esagerate di rifiuti? Così sostengono gli ambientalisti. Risponde Andrea Corti, direttore dell’Ato (sia del “vecchio” che di quello “allargato”) che quella convenzione l’ha elaborata e scritta. E che ha anche progettato le Strillaie.

Avere un impianto che tratta indifferenziata è un ostacolo alla raccolta virtuosa?

«Due considerazioni: l’impianto può gestire o tutto indifferenziato o anche tutta differenziata».

Quindi le possibilità di una conversione ci sono.

«Assolutamente sì. Gli effetti di non modularità eventualmente sono a livello autorizzatorio. Quell’impianto è nato per gestire anche solo differenziata con un effetto tariffario, perché la tariffa d’accesso per la differenziata è più bassa. Se un Comune vi porta il sacchetto nero, paga il 10% in più della tariffa media; se porta rifiuto differenziato paga il 30% in meno. Questo per incentivare la differenziata».

Quando parla di differenziata che intende?

«Solo l’organico. La plastica e il resto la differenzia il privato e questa è un’ulteriore complicazione normativa. Del resto l’organico è la parte prevalente del rifiuto, il 30%, mentre la plastica il 10-12%. Oggi esiste sul territorio grossetano una fenomenale opportunità, economica e ambientale: l’impianto delle Strillaie per l’organico. Al momento però arrivano solo 10.000 tonnellate di differenziata grossetana e 100.000 di indifferenziata. Il resto della differeziata viene da fuori provincia».

Arriva anche indifferenziata da fuori?

«Alcuni rifiuti di Pisa per obbligo regionale, perché i pisani non saprebbero dove trattarli. Ma è un’eccezione».

Perché nella convenzione fu prevista la quantità minima annuale di indifferenziato di oltre 90.000 tonnellate?

«Non esiste questo vincolo di penali sotto i 90.000 sull’indifferenziato. Da troppi anni lo si dice ma non è così. Esiste una capacità minima, ma è la somma della differenziata e dell’indifferenziato».

Quindi le Strillaie potrebbero teoricamente trattare anche 90.000 tonnellate di organico? Ma si riesce a conferirvene così tanto o andrebbe importato?

«L’indifferenziato di Grosseto è ancora pieno zeppo di organico, almeno 30.000 tonnellate. Il rifiuto è per il 30% fatto di organico. Gli spazi di crescita ci sono».

Quindi secondo Lei non è nelle Strillaie e nella convenzione il collo d’oca della differenziata?

«Gli impianti nel complesso ci frenano. In tutto l’Ato ci sono cinque selettori, cinque discariche, sei impianti di compostaggio, alcuni economici come le Strillaie e alcuni no».

È vero che l’Ato ha sprecato un anno a litigare col gestore?

«Abbiamo passato un anno a discutere della tariffa d’avvio. Purtroppo il meccanismo di avvio non è stato banale: un anno di messa a punto di un contratto. Mettere insieme 106 comuni rispetto a un unico gestore non è cosa da poco, per di più in un momento di sofferenza tariffaria».

Il Piano interprovinciale alla base della convenzione prevedeva una crescita di rifiuti che non si è manifestata.

«Ma la legge non permette all’Ato di modificare le previsioni dei piani».

La convenzione durerà fino al 2033: ci sono margini di correzione?

«Tutte le convenzioni sono rivedibili, è come un mutuo».

E quanto costerà?

«Futura è un impianto in cui si possono verificare alcuni assetti. Se si aggiungono dei costi è necessario rinegoziare ma ci sono dei margini dovuti alla lunga durata».

Cosa, se non gli impianti, ha frenato lo sviluppo della differenziata nel Grossetano?

«La gara ha rallentato tutto. Il periodo della gara purtroppo lungo dal 2009 al 2014: quale gestore si mette a cambiare i cassonetti se sa che è in chiusura perché arriva un nuovo gestore?».

I sindaci della zona sud di Grosseto dicono che non si fidano dell’Ato, non capiscono i vostri documenti e si rivolgeranno a un consulente.

«Le cose complesse vanno sapute leggere. Dietro la tariffa c'è una mole di dati: se si vuole la trasparenza bisogna andare a fondo nell’analisi del dato, non deve sfuggire una fattura. È complesso il servizio. Se hanno bisogno di far leggere questi dati, francamente non vedo il problema».

Dicono che oggi a parità di servizio erogato si spende di più. È vero? E perché?

«Perché non si è investito prima. Perché, chiedo, prima non si sostituivano i cassonetti? Il gestore oggi è chiamato ad avere un servizio che non è quello di ieri: solo per mettere a norma le stazioni ecologiche ci sono 7milioni».

Significa che prima non lo erano...

«Esatto. Ma il tema è un altro: il gestore fa bene il suo lavoro o no? A giudicare dalle questioni che i sindaci pongono formalmente ci sono elementi di chiaro e di scuro: il gestore sta intervenendo e in altre rinviando a intervenire perché non ha capacita di investimento a 360 gradi. Oggi investe su aree più critiche e su altre no. Oggi i sindaci sono in grado di misurare ogni centimetro del servizio: chiaro che questo comporta fatica. I vecchi contratti si leggevano meglio perché erano semplici. Il sistema è cambiato. Poi l’efficienza in termini tariffari è un’altra cosa: ma non dimentichiamo che le tariffe sono aumentate anche perché è entrata la Tari. Non è banale la cosa: c’è una serie di concause».

Oggi a Grosseto il contenuto dei mastelli del porta a porta finisce con quello del cassonetto della differenziata ma l’assessore Tei ha chiesto all’Ato che in previsione di estendere il porta a porta chieda a Sei di contabilizzare a parte. Lo farete?

«Il gestore deve contabilizzare i rifiuti per ciclo di raccolta, sotto il profilo dei flussi. Sotto il profilo contrattuale è previsto che quando il sistema sarà a regime ci sarà una contabilizzazione a ogni giro del camion».

Quando entra a regime?

«Quando avremo strutture funzionanti».

Direttore, a Grosseto si prepara un consiglio comunale aperto sui rifiuti. Lei è stato invitato a parlare?

«Sì, e verrò, come anche Sei».

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