Il dolore
Operaio morto C’è il settimo avviso di garanzia
GROSSETO. Salgono a sette gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Grosseto per la morte di Abdil Sinani, l’operaio macedone vittima di un incidente sul lavoro mercoledì 11 marzo, nel cantiere...
GROSSETO. Salgono a sette gli avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Grosseto per la morte di Abdil Sinani, l’operaio macedone vittima di un incidente sul lavoro mercoledì 11 marzo, nel cantiere Unicoop alle porte di Grosseto, in zona Commendone. Sotto indagine della Procura è anche Rossano Massai, referente dell’Ati che aveva affidato alla ditta Emini di Gavorrano il subappalto dei lavori di pavimentazione di uno dei parcheggi a servizio del Pis.
Massai è il legale rappresentante della società capofila dell’Ati: il Consorzio stabile toscano che compone l’associazione temporanea di imprese a fianco della Cooperativa Toniolo.
All’indomani dell’incidente il pm Laura D’Amelio aveva emesso i primi sei avvisi che erano a carico di Djabir Vejseli, 38 anni, l’operaio macedone che guidava il mezzo meccanico che ha travolto Abdil Sinani nel cantiere; Rauf Emini e Nafi Emini, due dei tre fratelli soci della Fratelli Emini srl, la stessa ditta di Gavorrano alle cui dipendenze erano Abdil e Djabir. Poi il responsabile della sicurezza del cantiere, geometra Fabio Gori di Livorno, 54 anni; il rup, responsabile unico del procedimento Paolo Scotto, 70 anni, e il geometra Felice Parisi, 47 anni, incaricato dal coordinatore Gori alla sicurezza nel cantiere. Passato qualche giorno è stato notificato il settimo avviso anche a Massai, che non ha ancora nominato un legale e spiega: «Lo prendo come un atto dovuto».
La tragedia è successa intorno alle 16,30 dell’11 marzo, nella smisurata area deserta e polverosa nella quale Abdil lavorava fitto da quando era stato assunto, solo pochi giorni prima. La dinamica è ancora da ricostruire: quel che è certo è che l’uomo è stato colpito da un mezzo meccanico in movimento condotto da un collega macedone, Djabir Vejseli. Le sue condizioni sono parse subito disperate ma non è morto sul colpo. I colleghi sconvolti hanno fatto scattare i soccorsi: è partita la chiamata al 118, arrivato con tre mezzi via terra, un’ambulanza e un'automedica, più un elicottero Pegaso che dall’ospedale Misericordia ha raggiunto il cantiere.
Il personale sanitario ha fatto di tutto per salvare l’operaio agonizzante ma il tentativo di rianimazione è fallito dopo 50 minuti nei quali Sinani è stato intubato in terra ed è stato sottoposto a massaggio cardiaco. La morte è sopraggiunta davanti aglio occhi dei tre colleghi: gli stessi con cui lui lavorava, compreso Djabir Vejseli, suo amico inseparabile. Colui che guidava il muletto e che disperato non sa darci pace né spiegarsi come sia successo. Il professor Mario Gabbrielli, direttore del reparto di Medicina legale dell’Università di Siena, su incarico della Procura di Grosseto ha effettuato l’autopsia, la cui relazione scritta sarà depositata entro 30 giorni. Il pm Laura D'Amelio ha dato il nullaosta per la restituzione della salma, partita per la Macedonia insieme ai colleghi di Abdil che non l’hanno abbandonata un istante. Anche Unicoop conferma di voler aiutare in tutti i modi la molgie e i figli dello sfortunato operaio, con contributi economici di cui sono in corso di definizione tempi e modalità.
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