La protesta
Intrappolato nel fango del fiume, quindicenne salvato dai vigili del fuoco
Grosseto, attimi di paura sull'Ombrone: il ragazzo è stato imbracato e tirato su con il paranco
GROSSETO. Come nelle sabbie mobili. Solo che non era sabbia, ma un mare di fango che, lentamente, centimetro dopo centimetro, si è “ingoiato”le gambe di un adolescente fino a sopra il ginocchio, finché non sono intervenuti i vigili del fuoco a strappare il malcapitato dalle fauci della melma.
Brutta disavventura, per fortuna a lieto fine, per un ragazzo di quindici anni, che la mattina di giovedì 19 marzo è rimasto intrappolato nel fango nel letto del fiume Ombrone.
Il ragazzo era con alcuni amici all’altezza dell’idrometro vicino a via De’ Barberi e, nonostante i compagni abbiano cercato di dissuaderlo, si è staccato dal gruppo per avventurarsi oltre l’argine, giù vicino all’acqua. Sennonché le piogge dei giorni precedenti hanno reso il terreno melmoso e il fiume, ritirandosi, ha lasciato anch’esso un’ampia fetta di terra che è praticamente una palude.
Il giovane si è ritrovato con il fango sopra le scarpe, poi al polpaccio, poi su su fino al ginocchio. Man mano che si muoveva, sprofondava sempre di più, finché la melma non gli è arrivata a metà coscia. Più cercava di divincolarsi dalla presa del fango, più quello gli si aggrappava alle gambe. Una caviglia ha cominciato a fargli male, rendendogli impossibile ogni spostamento.
Affaticato, sotto il sole battente, il ragazzo è stato preso dal panico. A quel punto uno degli amici ha dato l’allarme.
I vigili del fuoco sono partiti a sirene spiegate dal comando di Grosseto e, con un mezzo fuoristrada, sono arrivati sull’argine. Da lì hanno organizzato la cosiddetta manovra saf, cioè calata e recupero di persona. E’ stato allestito un paranco con delle corde ancorate al mezzo, un operatore si è calato, ha raggiunto il malcapitato e l’ha imbracato. Quindi i colleghi, da sopra, hanno tirato su operatore e quindicenne. Nel giro di venti minuti il ragazzo era in salvo.
Per precauzione è stata chiamata un’ambulanza del 118. Il quindicenne era stremato, con la caviglia dolorante, disidrato ma finalmente in salvo. Il suo problema più grosso, adesso, sarà spiegare cosa ci faceva, in orario di scuola, a zonzo sull'argine.
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