La manifestazione
Il Comune vuole riprendersi la luce
In consiglio la proposta di acquisire da Enel gli impianti di illuminazione. Intanto è scontro sull’amministrazione condivisa
GROSSETO. Il Comune tornerà a gestire tutti i punti d’illuminazione pubblica presenti nel suo territorio. Questa almeno è l’intenzione della giunta, che affida al consiglio comunale di domani la decisione definitiva per dare il via all’iter per l’acquisizione dei punti luce ancora gestiti da Enel Sole in città.
Non è cosa da poco: si parla infatti di circa duemila lampioni (su un totale di diecimila) tra i quali spiccano in particolare quelli sulle Mura medicee, ovverosia quelli più discussi per il loro pessimo funzionamento. Da tempo la città reclama più luce sulle Mura e il Comune replica di non poter intervenire su impianti che non sono sotto il suo diretto controllo. Ora, scaduto il contratto con Enel Sole e anche in virtù di una legge nazionale che impone agli enti locali di riappropriarsi di questo tipo di servizio, c’è l’opportunità concreta di cambiare verso, così come da tempo auspica in particolare l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. L’illuminazione delle Mura verrebbe subito reindirizzata alla cura di Sistema, società partecipata al cento per cento dal Comune, che col Comune potrebbe quindi mettere in pratica un progetto di “riqualificazione luminosa” delle Mura in tempi brevi, magari prima della realizzazione della tanto discussa pista ciclopedonale.
Vista l’utilità dell’operazione, è probabile che la proposta trovi accoglimento unanime o quasi, nel consiglio di domattina. La stessa cosa non può esser detta invece per gli altri argomenti all’ordine del giorno della seduta: su amministrazione condivisa, vigilanza civica volontaria e assessorato alla sicurezza la maggioranza si presenterà compatta e le tre proposte veleggiano verso una bocciatura in aula.
Le idee messe nero su bianco dall’opposizione non piacciono al Pd. Specie per quel che riguarda vigilanza e assessore alla sicurezza, che lo stesso sindaco Bonifazi ha da tempo bollato come inutili.
Sfumature diverse, invece, per la proposta di delibera sull’amministrazione condivisa a firma Giacomo Gori, Movimento 5 Stelle. In questo caso si profila una lotta sulla primogenitura dell’idea di un regolamento per legittimare la collaborazione tra cittadini e amministrazione nella cura dei beni comuni urbani.
Qui il più che probabile voto contrario del Pd risponde a logiche politiche. In ballo c’è sempre la controproposta dell’assessore al sociale, Antonella Goretti: fu lei ad annunciare _ fine novembre 2014 _ l’avvio di un percorso dedicato all’amministrazione condivisa, quando i grillini avevano già depositato un atto molto simile. Ci fu chi gridò al “copia e incolla”, ma la Goretti assicurò: «Nessuno ha copiato nessuno. Siamo contenti che i 5 Stelle abbiano messo in campo la questione, ma già ci stavamo lavorando». Concetto che l’assessore ribadisce anche oggi: «Stiamo finendo i passaggi per l’organizzazione degli uffici. E il 25 di questo mese sarò a Roma per discutere con il professor Gregorio Arena».
Arena è il presidente di Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà, una delle principali realtà italiane per quel che riguarda la cura degli spazi pubblici condivisa tra cittadini e amministrazioni. «Il progetto procede. Ed è per questo – prosegue la Goretti – che ho chiesto a Giacomo Gori di ritirare il testo destinato a essere esaminato venerdì. Altrimenti, credo proprio che sarà respinto».
Ma il capogruppo 5 Stelle tira dritto: «Il nostro mestiere è questo, presentare atti. Non ritirarli. Pretendere che qualcuno ritiri una proposta è imbarazzante, assurdo e arrogante. Credo sia schizofrenia politica e mancanza di rispetto per le istituzioni. L’assessore prenda i voti, si faccia eleggere e venga in consiglio a discutere. Approvare la delibera rafforzerebbe l’intento della giunta e basta. Non vedo quale sia il problema».
Per entrare nel merito: l’amministrazione condivisa prevede il coinvolgimento dei cittadini nella cura di tutti i beni in cui le amministrazioni non riescono a garantire servizi adeguati. Chiunque, seguendo un apposito regolamento, potrà contribuire a mantenere spazi pubblici e migliorarne la fruizione.
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