Il Tirreno

Grosseto

Fa causa al Comune e la perde

di Ivana Agostini
Fa causa al Comune e la perde

Dipendente chiede 45.000 euro come riconoscimento di mansioni superiori ma il giudice gli dà torto

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ORBETELLO. «Ricorso rigettato perché infondato». Questa la pronuncia del Tribunale di Grosseto, sezione lavoro, sul ricorso promosso da un dipendente del Comune di Orbetello, Fabrizio Benemei, verso l’ente comunale stesso a cui l’uomo aveva richiesto circa 45.000 euro più gli oneri previdenziali sostenendo di aver svolto, per moltissimi anni, mansioni non corrispondenti alla categoria nella quale era inquadrato (C) ma a quella superiore (D).

Il ricorso è stato presentato nel 2012 ma i fatti sono iniziati prima. Benemei è dipendente del Comune di Orbetello dal 1984 e nel 1999 era passato, come inquadramento professionale, alla categoria C con la qualifica di istruttore amministrativo assegnato al settore del personale. Il dipendente comunale però, secondo quanto sostenuto nel suo ricorso, avrebbe iniziato a occuparsi di mansioni di “elevata complessità” molto prima del suo inquadramento nella categoria C, ossia sin dal 1992.

Queste mansioni particolarmente complesse avrebbero avuto a che vedere con aspetti legati alla retribuzione, fiscali e previdenziali del personale.

Inoltre, a dimostrazione che il dipendente svolgesse attività proprie della categoria D, sono state riportate, nel ricorso, funzioni che l’uomo, autorizzato dal Comune di Orbetello, avrebbe svolto nel Comune di Capalbio sostituendo una responsabile, assente per maternità e appartenente alla categoria D. Nel 2002 l’uomo avrebbe, sempre nel Comune di Capalbio, formato personale di categoria D. Secondo quanto sostenuto da Benemei, dal 1996 in poi lui avrebbe svolto attività di elaborazione di cedolini stipendiali con caricamento di dati in un software per l’emissione dei mandati di pagamento, stampa e consegna delle buste paga, consegna dell’elenco dei mandati alla tesoreria e molti altri servizi.

Tutte attività inquadrabili nella categoria D tanto che il dipendente ha ritenuto opportuno chiedere al Comune 45.000 euro. L’ente lagunare si è opposto alla richiesta ottenendo le ragioni da parte del Tribunale di Grosseto. Il Tribunale ha ritenuto non particolarmente complessa questa attività dal momento che il dipendente poi non aveva nessun potere di firma che avrebbe dato agli atti una rilevanza esterna; questo potere era del suo diretto superiore.

Inoltre tutte quelle attività ritenute complesse, in realtà, non lo erano perché l’uomo non faceva altro che mettere dati in un software che poi li elaborava in automatico. Queste attività sono state ritenute compatibili con un inquadramento nella categoria C, quella di appartenenza dell’uomo, categoria alla quale appartengono anche altri dipendenti che svolgono queste funzioni in altri Comuni. Il fatto che Benemei abbia svolto a Capalbio attività di sostituzione di un appartenente alla categoria D non vuol dire che lo abbia fatto anche ad Orbetello ma solo - per il giudice - che era in grado di farlo.

Insomma, per il Tribunale del lavoro di Grosseto, tutto nella norma e oltre 45.000 euro “risparmiati” per il Comune lagunare.

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