Il Tirreno

Grosseto

Cibo scaduto alle elementari Maximulta in arrivo alla Camst

di Elisabetta Giorgi

GROSSETO. Dopo il caso del cibo scaduto che la Camst ha distribuito il 4 marzo ai bimbi delle elementari, il Comune di Grosseto impugna il contratto d’appalto e si prepara a far scattare la maxi...

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GROSSETO. Dopo il caso del cibo scaduto che la Camst ha distribuito il 4 marzo ai bimbi delle elementari, il Comune di Grosseto impugna il contratto d’appalto e si prepara a far scattare la maxi multa, al momento quantificata in 16mila euro.

Il caso delle merendine scadute è scoppiato in questi giorni, quando un gruppo di genitori furibondi ha protestato su quel che è successo ai propri figli. Il 4 marzo una cinquantina di bambini erano andati in gita con la scuola. Nel pranzo al sacco c’erano schiaccine scadute due mesi fa (6 gennaio 2015) e diffuse dalla Camst, l’azienda che rifornisce le scuole (e non solo) di Grosseto in appalto per il Comune. Gli alunni frequentano le Elementari di via Sicilia. Tra loro c’è chi ha mangiato il prodotto e si è sentito male (mal di pancia) e chi non ha consumato la schiaccia riportandola a casa integra, cosa che ha permesso ai genitori di scoprire il tutto.

Esposti. Sono scattati esposti e segnalazioni ai Nas e in Procura. La Camst ha risposto di aver attivato controlli su un doppio fronte: sia con la ditta fornitrice che ha mandato la merce a Grosseto “già scaduta” (come ha spiegato il direttore della Camst) sia nei confronti del proprio personale che non si è accorto dell’anomalia. A quanto pare risulta anche una difformità tra la scadenza riportata nella bolla di accompagnamento (settembre 2015) e quella reale impressa nei cibi all'interno (6 gennaio); sono in corso accertamenti “a monte”. Il Comune di Grosseto, con l’assessore comunale all'istruzione Giovanna Stellini, ha subito messo all’indice l’accaduto annunciando di voler imprimere un’intensificazione dei controlli sui cibi.

Il contratto. L’assessore è al lavoro, in questi giorni, per ricostruire cosa sia successo ed eventualmente procedere nei confronti della ditta che ha in appalto il servizio e rifornisce le mense scolastiche comunali. In via presuntiva il Comune ha ipotizzato il massimo possibile degli addebiti per ogni irregolarità riscontrata, ed è pronto a far scattare la sanzione amministrativa contro la Camst. «Ho proceduto in termini contrattuali esaminando l’articolo del contratto che prevede una sanzione per ogni irregolarità riscontrata», dice la Stellini. «Al momento ho ipotizzato in maniera presuntiva un conto dei bambini e il numero complessivo delle merendine erogate e ho applicato la penale massima: ho previsto un massimale di 45 merendine corrispondenti a circa 350 euro ad addebito, per un totale di 16mila euro che è la somma di ogni addebito possibile. Questo, ribadisco, in via presuntiva. A questo punto la Camst ha da contratto due giorni di tempo per le sue controdeduzioni». Insomma: il Comune si muove «per capire le responsabilità: sono aperta a tutti gli scenari possibili: questa è una cosa che non può passare inosservata».

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