Il lutto
Attacco a banca svizzera Commercialista arrestato
Secondo le fiamme gialle il ragionier Tori è il referente di una società spagnola sul cui conto due hacker di origini calabresi avrebbero dirottato 5 milioni di euro
GROSSETO. Ragioniere, ma anche poeta e scrittore. Componente di collegi dei revisori dei conti, ma anche ospedaliere nazionale d'Italia dell'Ordine del Santo Sepolcro. Guido Adriano Tori, 65 anni da compiere a luglio, studio in piazza Ponchielli al con telefono che dà “numero inesistente”. Adesso è anche indagato: arrestato nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla guardia di finanza su peculato, autoriciclaggio, reimpiego di capitali illeciti che ha messo nei guai 22 persone, tra cui il presidente del Parma, Giampietro Manenti.
Quello di Tori è però un filone diverso dal principale (denominato Gfb - con oggetto la gestione di un fondo di oltre 24 milioni di euro stanziato dal ministero dell'Economia per la liquidazione coatta amministrativa di una "gestione fuori bilancio") individuato dalla Procura di Roma e dal nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle della capitale. Secondo le ipotesi investigative, qui sarebbero entrati in pista gli hacker, cioè i pirati informatici, con la presenza di persone definite come vicine alla criminalità organizzata calabrese. Le attività investigative hanno indotto gli investigatori a concludere che vi era stata un'incursione informatica nei server di una banca svizzera e che tale blitz avrebbe permesso alla parte "tecnica" dell'associazione criminale di trasferire 5 milioni di euro in favore di una società spagnola: secondo la guardia di finanza, tale società sarebbe riconducibile proprio al commercialista Tori.
L'operazione sarebbe stata mediata da Michele Fidale e Ilario Ventrice, entrambi originari della provincia di Reggio Calabria e con precedenti per associazione di tipo mafioso. «Proprio in tale contesto - spiega la guardia di finanza in una nota - il gruppo degli hacker ha manifestato un notevole spessore criminale. È ripetutamente emerso che lo stesso, in occasione di alcune difficoltà che hanno determinato il mancato o ritardato pagamento delle somme pattuite, ha fatto ricorso a metodi intimidatori tipicamente mafiosi, sostanziatisi in fortissime pressioni e minacce all’indirizzo di quanti venivano considerati responsabili delle problematiche occorse».
Tori è comparso spesso sulle cronache, perché (nel 2006) componente dell’Associazione nazionale produttori agricoli; perché (tra il 2007 e il 2009) ospedaliere dell’Ordine del Santo Sepolcro; perché (2011-2012) membro del collegio dei revisori di Farmacie Comunali Riunite spa.(p.s.)
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